Io c’ero, quella volta che all’Olimpico la Roma affrontò il Sassuolo, e Nicolò Zaniolo fece un gol di una bellezza esaustiva. Finta, controfinta, un paio di avversari con il culo per terra e palla scucchiaiata in rete. Un mix di tecnica e paraculaggine che ancora oggi, a distanza di anni, è impossibile cancellare dalla capoccia del tifoso della Lupa. ZaniORO, titolarono i giornali il giorno dopo quella prodezza; è nata una stella; ecco il nuovo Totti (scusa Francesco…); l’ennesimo ottavo re di Roma. Un abbaglio, però. Peccato, per lui e per la Roma. Era il giorno di Santo Stefano del 2018, e tutto sembrava avviato verso un percorso scintillante. La Storia, però, appartiene solo a chi se la merita: Zanioro, calciatore ingrato, non se l’è (più) meritata.
Io c’ero – Il bluff Zaniolo

Photo Credit: Gino Mancini