In queste ore è sulla bocca di tutti il confronto tra Gian Piero Gasperini e Ricky Massara per trovare una quadra sul mercato, soprattutto a seguito del silenzio stampa dell’allenatore giallorosso dopo la gara di ieri dovuto al suo risentimento sulle tempistiche di mercato. Per il tecnico non è una novità, dato che già ai tempi dell’Atalanta furono diversi gli scontri con la società e i dirigenti per il mercato ritenuto insufficiente.
Il primo appunto sul mercato dell’Atalanta risale al 14 agosto del 2018. Al termine di quella sessione estiva, il tecnico fece questa considerazione: “Il mercato purtroppo è stato molto triste e molto esiguo, la squadra per questo è in difficoltà. La società sa di cosa c’è bisogno perché l’ho sempre detto, ha messo a disposizione un budget importante ma sono arrivati tanti giovani che non sono ancora pronti. La rosa così com’è difficilmente può essere competitiva su più fronti: se le aspettative sono quelle di ripetere le due annate precedenti, forse ci vuole un allenatore più bravo“. All’epoca Gasperini era tecnico della Dea da due anni ed era reduce da una flessione dopo un primo anno da sogno.
La stessa situazione si ripresentò tra l’estate e l’autunno del 2022, dopo l’unica annata in cui i bergamaschi di Gasp non riuscirono ad entrare in Europa. Ad inizio mercato Gasperini usò queste parole per commentare la situazione: “Nuove energie ci avrebbero aiutato. Un campione avrebbe portato entusiasmo e stimolato la competitività. Abbiamo avuto delle cessioni importanti, introiti notevoli dalla Champions, ma siamo rimasti molto statici, soprattutto davanti. Negli ultimi due anni, con le risorse a disposizione, era il momento giusto per immettere un nuovo campione come Gomez e llicic. Sono arrivati altri profili. Non è stato fatto ciò che chiedevo e ci siamo ritrovati a fare tic-toc al limite per 60 minuti. E in contropiede ci facevano gol”.
Il 9 agosto l’allenatore di Grugliasco rilasciò questa dichiarazione a mercato aperto: “Non è l’Atalanta che mi aspettavo. La società s’è impegnata, ma la sensazione è che il mercato si stia muovendo solo ora. Impossibile vedere quali obiettivi saranno alla nostra portata finché non si chiuderà questa sessione. Lo scopo è potenziarci, abbiamo rincorso giocatori anche importanti ma il mercato è bloccato quasi per tutti“.
Dopo una gara persa contro l’Inter a novembre questo fu il commento: “Se prendi Hojlund, Okoli e Scalvini devono giocare perché sono giovani di valore, altrimenti scoppia un casino tutte le settimane. Non ci voglio stare in questa situazione, questa situazione non è accettabile. L’unica cosa che ci ha salvato è che siamo partiti forte, altrimenti sarebbe scoppiato un casino“.
