Gasperini premia chi osa: il momento di Ghilardi e Pisilli

Daniele Ghilardi in allenamento

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   11 Febbraio 2026

Afferra l’oggi e credi al domani quanto meno puoi.
Questa è la traduzione dei versi di Orazio nell’Ode del Carpe Diem, in cui il poeta latino invita Leuconoe a vivere il presenze senza restare prigioniera del passato o dell’ansia per il futuro. Un consiglio che ha attraversato i secoli fino a diventare un’espressione di uso comune. Ed è forse lo spirito che hanno incarnato anche Ghilardi e Pisilli nelle ultime partite della Roma.

Tra quella “fortissima squadra Under 23 che vincerà il campionato Primavera” citata da Gian Piero Gasperini, ci sono anche loro. Due ragazzi che nelle ultime uscite si sono distinti con prestazioni di alto livello, approfittando anche le assenze di pilastri come Hermoso e Koné. Se c’è una cosa che le scelte di Gasperini hanno chiarito, è che nessuno ha il posto garantito: una settimana di lavoro ad alta intensità può ribaltare le gerarchie, a patto di sfruttare le occasioni.

abbiamo trovato ghilardi

Arrivato dal Verona in prestito con diritto di riscatto (operazione complessiva da 10 milioni di euro), Daniele Ghilardi ha impattato subito con il metodo Gasperini. Era il 16 agosto 2026, amichevole contro il Neom. Parte titolare e non disputa una buona gara. Tutt’altro. Arrivano i primi rimproveri di Gian Piero Gasperini. Un video diffuso da SportItalia diventa virale: «Dov’è Ghilardi?» Chiede il tecnico ai collaboratori dopo aver subito un gol per un suo errore. A completare il quadro, la sostituzione all’intervallo, segnale chiaro della sua insoddisfazione.

Sui social parte il processo: «Quello buono del Verona era Coppola», «Quei soldi si potevano investire altrove». Guardando l’inizio di stagione, le perplessità sembrano avere un appiglio: prima presenza ufficiale il 29 ottobre 2025 (5 minuti con il Parma), poi un minuto con l’Udinese il 9 novembre, quindi la prima gara il 27 novembre in Europa contro il Midtjylland. Utilizzo minimo, e subito si parla di bocciatura.

Per restare lucidi, però, bisogna analizzare anche la concorrenza. Nella sua zona opera Mario Hermoso, dato in partenza prima dell’arrivo di Gasperini dopo una stagione, quella passata, complicata. Il tecnico ha rilanciato lo spagnolo, trasformandolo in un punto fermo della difesa e chiudendo inizialmente gli spazi al nuovo acquisto.

Ghilardi, però, non si è perso d’animo. Tra allenamenti e spezzoni, ha guadagnato terreno, sfruttando i problemi fisici di Hermoso e l’assenza di N’Dicka per la Coppa d’Africa. Dal 6 gennaio contro il Lecce – nel giorno del suo compleanno – ha collezionato 9 presenze, 8 da titolare, con prestazioni solide e voti alti. Nelle gerarchie ha superato Ziolkowski e ora il dubbio è legittimo: con Hermoso recuperato, tornerà in panchina o verrà premiato il momento di forma?

C’è da considerare anche l’aspetto prospettico. Le esigenze di bilancio e la probabile necessità di una plusvalenza entro il 30 giugno potrebbero mettere N’Dicka sul mercato, aprendo ulteriori spazi per l’ex Verona.

La pasta di pisilli

Tra i problemi della scorsa stagione spiccava un dato insolito: nessun vero inserimento stabile dalla Primavera, in contrasto con la tradizione romanista. Pisilli, infatti, aveva già esordito in Serie A nel 2022/23 con Mourinho contro l’Inter, e nella stagione successiva aveva giocato appena 26 minuti tra Bologna e Sheriff, segnando però il suo primo gol tra i professionisti.

La consacrazione è arrivata l’anno scorso: 41 presenze e rinnovo importante, segnale di fiducia del club. L’arrivo di Gasperini e il passaggio al centrocampo a due hanno inizialmente rallentato la sua ascesa, complice la presenza di Cristante e Koné. Poi, tra Coppa d’Africa e infortuni, è arrivata l’occasione.

Pisilli si è fatto trovare pronto: doppietta in Europa League e ottima prova contro il Cagliari in campionato. Gasperini lo ha elogiato pubblicamente: «È cresciuto molto. Oltre ai gol si vede una maturità in mezzo al campo che non è della sua età. Somiglia un po’ a Tardelli anche fisicamente. Sarà un valore aggiunto per noi».

Il lavoro quotidiano e una collocazione tattica più definita — dopo essere stato utilizzato in più ruoli tra centrocampo e trequarti — gli hanno permesso di restare a Roma a gennaio, nonostante le sirene del Genoa di De Rossi, e di diventare una delle prime alternative nel reparto.

In una stagione complicata, Ghilardi e Pisilli hanno sfruttato le occasioni arrivate tra infortuni e rotazioni. Ora la questione è semplice: confermarsi anche quando la rosa sarà al completo. Le gerarchie non sono statiche e Gasperini lo ha dimostrato. Toccherà a loro trasformare questo momento in continuità.

Categorie:   Approfondimenti
Tags:   Ghilardi, Pisilli

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