A cura di Andrea Leopardi
Daniele Ghilardi è solo l’ultimo giocatore che sotto la guida di Gasperini ha avuto una crescita degna di nota. E la cosa non sorprende. Tra le caratteristiche del tecnico di Grugliasco, infatti, rientrano la valorizzazione dei calciatori e la crescita di nuovi prospetti, fattori che hanno spinto la Roma a puntare su di lui. Se volessimo sintetizzare in maniera estrema il lavoro dell’allenatore giallorosso in questi primi mesi romani potremmo prendere in esame proprio la prestazione dell’ex Verona contro il Milan: una partita attenta e giocata uomo su uomo a tutto campo.
E pensare che, poco dopo il suo arrivo, in un’amichevole contro il Neom a Frosinone datata agosto, Gasp si girò verso la panchina esclamando più volte: “Dov’è Ghilardi?”, a sentenziare il suo errato posizionamento. La crescita del centrale, però, è ben visibile, oltre che riconosciuta dallo stesso tecnico che, nel post-partita di domenica, ha elogiato il modo in cui ha difeso: “È cresciuto esponenzialmente.”
In buona compagnia
Ghilardi, però, è solo l’ultimo della lista. Un elenco che comprende anche un altro giocatore ultimamente sulla cresta dell’onda: Niccolò Pisilli. Il centrocampista, sul quale non sono mancate voci di mercato, è stato blindato da Gasperini una volta per tutte nella conferenza stampa post-Stoccarda. Partita nella quale ha messo a segno una doppietta simbolo di crescita. Il numero sessantuno giallorosso si candida quindi a essere una risorsa preziosa per il futuro. E non solo.
Chi, invece, non ha espresso appieno il proprio potenziale è Jan Ziolkowski. Il polacco è stato spesso preferito proprio a Ghilardi, in quanto ne condivide il ruolo, l’inesperienza e il periodo di arrivo nella Capitale. In prima battuta ha trovato più spazio del suo collega di reparto, salvo poi perdere un po’ di terreno a favore della crescita dell’italiano. Sicuramente la non conoscenza totale del calcio italiano da parte sua, rappresenta un fattore da considerare. Non gli mancheranno di certo occasioni e tempo per esprimersi come vorrebbe.
Linea verde
Ziolkowski si candida così a essere il prossimo giovane plasmato a immagine e somiglianza dei centrali che hanno lavorato con Gasperini. E se in difesa il resto dell’organico è composto da veterani, in attacco è tutt’altra storia, grazie alla fila che vede, con tanto di numerino in mano, anche gli ultimi arrivati: Robinio Vaz – per lui i Friedkin hanno messo sul piatto 25 milioni, cifra tutt’altro che scontata per un classe 2007 -, Lorenzo Venturino e il Primavera Antonio Arena.
Gli Under 21 sono stati buttati nella mischia dal tecnico piemontese a riconoscenza delle loro potenzialità, sfruttando anche le numerose assenze in fase offensiva. Arena ha già esordito con gol contro il Torino in Coppa Italia. Una rete dalla forte valenza simbolica, al primo pallone toccato. E un messaggio chiaro tra le righe: “Ci sono anche io”. Vaz e Venturino, invece, sperano di arrivare a timbrare il cartellino quanto prima, mentre l’esordio in maglia giallorossa è avvenuto da subentrati, rispettivamente contro Lecce e Milan. Senza fretta: sono in buone mani.
Più alternative
L’obiettivo delle nuove leve è anche quello di mettere in difficoltà Gasperini nelle scelte di formazione, dandogli più alternative possibili. Con il prossimo rientro di Hermoso, il tecnico avrà difficoltà a trovare degli spazi per i giovani difensori. Allo stesso modo, l’infortunio di Koné apre più che mai un ballottaggio tra Pisilli ed El Aynaoui. La presenza di Cristante potrebbe non essere scontata e, visto l’elevato numero di partite, consentirebbe al tecnico di schierare entrambi dal primo minuto.
In attacco le opportunità potrebbero essere più ghiotte: l’infortunio di Dovbyk, la costante assenza di Ferguson, e il ritorno all’Aston Villa di Bailey potrebbero giovare agli Under 21 in rosa. Basta farsi trovare pronti: allenandosi bene l’occasione arriverà per tutti. Anche perché il manifesto del Gasp-pensiero parte proprio da qui. Domenica lo si è visto personificato in particolare modo dal Man of the Match eletto dai tifosi: Daniele Ghilardi. Che ha lavorato a testa bassa e saputo attendere il momento giusto. Tempo al tempo.
