Rimettetelo al centro del villaggio e vedrete che tutto tornerà a ruotare nel verso giusto. Dategli ciò che lubrifica il motore e gambe e testa ricominceranno a girare al massimo regime, in prime assoluto, per usare un termine moderno e quanto mai calzante. Paulo Dybala è tornato.
Questa è la notizia più importante. Ed è una bella notizia. La Roma ne aveva bisogno come l’aria. La serata contro il Torino è stata una boccata d’ossigeno puro, un’iniezione endovenosa di fiducia e speranza. Tra i tanti problemi emersi nelle ultime settimane, ce n’era uno che aleggiava silenzioso ma pesante: Dybala. Sempre lì, sullo sfondo, in attesa di una risposta che faticava ad arrivare.
Gasperini non l’ha mai tolto dal campo. E come avrebbe potuto? Rinunciare a un talento del genere è un lusso che nessun allenatore si concede. Eppure, fino a ieri, la qualità e l’impatto della Joya non erano quelli attesi. L’impegno non è mai mancato: sacrificio, lavoro per la squadra, adattamento a ruoli non propri per sopperire a una carenza offensiva più tecnica che numerica. Ma i numeri restavano lì, freddi e impietosi. Due gol fino al 18 gennaio non sono all’altezza dei 9 milioni netti percepiti né della carriera che tutti conosciamo. Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato. Un cambio dall’alto, invocato da mesi da Gasperini: cambiare l’attaccante. Cambiato. Ed è arrivato quello giusto: Donyell Malen.
Sedici partite e l’Europa: il futuro di Dybala passa da qui
Contro il Torino Paulo Dybala si è divertito. E non accadeva da tempo. Ha ritrovato il sorriso, ma soprattutto il feeling con il compagno di reparto. È bastato quello per riaccendere il suo motore cristallino, rimasto troppo a lungo in stand-by. La coppia Dybala-Malen promette. E promette sul serio. Gasperini è soddisfatto, convinto che questa sia la combinazione su cui costruire il futuro prossimo giallorosso. Non è un mistero che il tecnico piemontese abbia sempre considerato Dybala il giocatore tecnicamente più forte della rosa. Ora, finalmente, ha l’attaccante giusto per esaltarne le qualità.
Malen, in appena venti minuti, ha cambiato il volto della Roma. Ha aperto un capitolo nuovo. Sedici partite di campionato ancora da giocare, più l’Europa: il futuro è tutto da scrivere. E anche quello di Dybala, dato per separato a fine stagione, potrebbe prendere una piega diversa. Se da gennaio a maggio l’argentino dovesse mantenere un livello alto fatto di giocate, gol e continuità, allora uno spiraglio per il prolungamento potrebbe davvero aprirsi.
Qui e ora: il presente e il domani giallorosso
Diciamolo chiaramente: per quanto visto in questa stagione (tra zoppichi e soliti infortuni), Dybala non merita 9 milioni l’anno. Lo abbiamo scritto, lo ribadiamo anche oggi. Ma il valore di Paulo va oltre il campo. È un uomo spogliatoio, un collante, uno che crea legami. Con Malen l’intesa sembra già naturale. Possono divertirsi e, soprattutto, far divertire il popolo romanista. C’è poi un altro compito che attende Paulo: accompagnare la crescita di Robinio Vaz. Così come fatto con Soulé, con cui condivide radici e ruolo, Dybala dovrà prendere sotto la sua ala il classe 2007 francese, guidarlo e facilitarne l’inserimento in un ambiente che lui ormai conosce a memoria. Dybala è il presente. Malen è il futuro prossimo. Vaz rappresenta il domani. Fino a pochi giorni fa parlavamo di un reparto in crisi. In cinque giorni lo scenario si è ribaltato. L’attacco è tornato al centro del villaggio. E da lì, forse, può davvero ripartire tutto.
