Da Toni a Malen: l’impatto degli attaccanti dal 2010 ad oggi

Photocredit: Gino Mancini

Pubblicato il:   6 Aprile 2026

C’è una celebre frase di Pantaleo Corvino, uno dei principali direttori sportivi italiani, a proposito delle regole chiave da seguire nella costruzione della squadra: “Puoi sbagliare la moglie, ma non puoi sbagliare portiere e attaccante”. I portieri li lasciamo da parte e ci concentriamo sui centravanti che sono passati alla Roma dal 2010 ad oggi.

L’illusione scudetto con toni

A gennaio del 2010 la Roma era ben distante dal primo posto. La necessità di avere un centravanti puro in rosa portò al prestito di Luca Toni, che stava trovando poco spazio al Bayern Monaco dopo aver fatto cantare a tutti Fritti scampi et chianti. Alla terza presenza con la maglia giallorossa, Toni si sbloccò realizzando una doppietta all’Olimpico contro il Genoa. Chiuderà la sua breve esperienza di sei mesi con 5 gol e 1 assist in 15 presenze, collezionando complessivamente 931 minuti.

Numeri non troppo esaltanti, ma Toni è ricordato per quel gol vittoria nello scontro diretto con l’Inter. Svirgolata di Taddei, palla che finisce sui piedi del Campione del Mondo. Stop, girata ed esultanza sotto la curva Sud. Il gol dell’illusione scudetto che, purtroppo, sfumò qualche giornata più avanti in quella maledetta serata con la Sampdoria.

osvaldo, genio e sregolatezza

Nella stagione 2011/12 il numero nove finisce sulle spalle di Pablo Daniel Osvaldo, reduce dall’avventura in Spagna con l’Espanyol. Si tratta di un ritorno in Italia per il centravanti azzurro dopo le esperienze con Atalanta, Lecce, Fiorentina e Bologna. Aprì conto in giallorosso alla terza presenza, segando all’Olimpico contro il Siena. Nel suo primissimo derby della Capitale, Osvaldo realizzò un gol dopo pochi minuti. Dedicò l’esultanza a Totti, infortunato quel giorno, mostrando la maglia con scritto: “V’ho purgato anch’io”. Chiuderà la sua prima stagione in giallorosso con 11 gol e 2 assist in 26 partite.

Un rendimento che gli permise di conquistare la prima convocazione con l’Italia. In quell’anno segnò probabilmente anche il più bel gol della sua carriera contro il Lecce. Una grandissima rovesciata, un gesto tecnico meraviglioso cancellato dall’assistente per fuorigioco. Peccato che a quei tempi non esisteva il VAR, che avrebbe convalidato la prodezza di Osvaldo. I numeri della stagione successivi furono migliori. 16 gol nei 2090 minuti disputati in campionato. Una media di un gol ogni 144 minuti, meno di due partite.

il cigno di sarajevo

Ancora deve passare per la Roma un centravanti in grado di fare meglio di Edin Dzeko. Il club giallorosso lo prese dal Manchester City e, nella Capitale, il centravanti bosniaco fu accolto come un re, con migliaia di persone presenti nel giorno del suo arrivo. E quale miglior modo di ripagare l’affetto dei tifosi se non realizzando il suo primo gol in giallorosso contro l’invincibile Juventus di quegli anni? Peccato che la sua prima stagione non andò come tutti speravano. Fu un’annata complicata, chiusa con 8 gol e 3 assist in 31 presenze. Tanti errori gravi che portarono qualcuno, addirittura, a soprannominarlo Edin Cieco.

Impossibile dimenticare quel gol sbagliato a porta vuota contro il Palermo e, soprattutto, la faccia incredula di Maicon che era già pronto ad esultare. L’anno successivo fu quello del riscatto. Dzeko fu il capocannoniere della Serie A con 29 gol in 37 presenze. Impressionante la media avuta dal cigno di Sarajevo. Un gol ogni 105 minuti, praticamente quasi un gol a partita. Un centravanti meraviglioso, ma anche un regista offensivo visto che nei suoi sei anni con la maglia giallorossa ha offerto anche 54 assist per i compagni. Un numero nove con i piedi e la visione di gioco di un numero dieci. E oggi Dzeko è il terzo miglior marcatore della storia della Roma con 119 gol alle spalle di Pruzzo e l’irraggiungibile Totti.

i due volti di abraham

Arriva Mourinho nel 2021, arriva Tammy Abraham dal Chelsea per la bellezza di 41 milioni di euro. Cifra che alzò di parecchio l’asticella delle aspettative. Il primo sigillo del centravanti inglese arrivò alla seconda presenza in giallorosso, nella vittoria sul campo della Salernitana. Dopo un avvio di stagione complicato, Abraham prende la strada giusta, sia in campionato che in Europa. La prima stagione alla Roma è più che sufficiente. 17 gol al primo anno in Italia che però non contribuiscono al ritorno in Champions del club giallorosso. Ben più importanti, invece, i 9 gol realizzati in Europa. Abraham fu il grande trascinatore della Roma nel cammino che portò al successo in Conference League e contro il Leicester realizzò la rete decisiva per la conquista della finale.

Chiuse la prima stagione in giallorosso segnando 27 gol nelle 53 presenze in tutte le competizioni. Un rendimento esaltante che il centravanti inglese non fu in grado di replicare l’anno seguente. Soltanto 9 gol nelle 54 partite giocate tra campionato, Europa League e Coppa Italia. Nell’ultima gara dell’anno contro lo Spezia, dopo la delusione di Budapest, Abraham riportò anche la rottura del crociato. Un infortunio che di fatto mise la parola fine sulla sua avventura nella Capitale. L’ultimo ricordo dell’inglese è quel clamoroso errore a porta vuota nella semifinale di Europa League con il Bayer Leverkusen.

benvenuto romelu

Passiamo alla stagione 2023/2024, l’unica di Romelu Lukaku con la maglia della Roma. Dopo un’estate turbolenta, il centravanti belga arriva nella Capitale negli ultimi giorni di mercato, andando a formare una coppia da sogno con Dybala. Anche se la realtà fu ben diversa, complice anche la scarsa forma fisica con cui l’ex Chelsea si presentò non avendo avuto la possibilità di effettuare la preparazione atletica estiva. Lukaku avrebbe dovuto rappresentare l’uomo in più negli scontri diretti, nelle partite con le big.

Alla fine, l’ex attaccante dell’Inter segnò soltanto contro il Napoli, che in quella stagione arrivò decimo in campionato, e inoltre fu un gol poco incisivo, perché arrivò nei minuti di recupero in 11 contro 9. E, poi, segnò anche il gol del momentaneo vantaggio contro la Juventus all’Olimpico. Quasi 16 milioni di euro per un solo anno in cui l’attaccante belga ha segnato 13 gol in campionato, 7 in Europa League e 1 in Coppa Italia, collezionando complessivamente 47 presenze.

i numeri di dovbyk

Altro giro, altro centravanti. Siamo nell’estate in cui la Roma ha confermato la propria fiducia in Daniele De Rossi. Si cerca disperatamente un attaccante e, dopo i tanti nomi usciti, la scelta ricade su Artem Dovbyk, reduce da una splendida stagione al Girona chiusa con 24 gol che gli valsero il titolo di capocannoniere del campionato spagnolo. E il primo gol dell’ucraino arriva alla quarta giornata contro il Genoa, l’ultima partita di De Rossi sulla panchina giallorossa.

In una stagione estremamente complicata per i tanti avvicendamenti in panchina, chiusa ad un punto dal quarto posto, Dovbyk ha rappresentato un elemento di divisione. Tra chi gli ha imputato una scarsa partecipazione alla manovra offensiva e chi ha sempre rimarcato i numeri dell’ucraino. Chiude la stagione con 12 gol in campionato e 5 nelle coppe nelle prime 45 presenze con la Roma. E visto che i gol non si contano, ma si pesano, va ricordato come in quell’anno Dovbyk ha segnato 10 volte il gol dell’1-0.

uragano malen

Dovbyk e Ferguson sono i centravanti con cui Gasperini inizia la sua prima stagione in giallorosso. L’allenatore piemontese sottolinea fin da subito la necessità di costruire un attacco forte per essere competitivo con le altre. Per motivi differenti, né l’ucraino né l’irlandese riescono a trovare il feeling con la porta avversaria sotto la guida del tecnico di Grugliasco. A gennaio serve alzare il livello, serve un attaccante con il fiuto del gol. Arriva Donyell Malen e la musica cambia. L’olandese non stava trovando grande spazio all’Aston Villa, chiuso da Watkins, titolare della nazionale inglese. Gasperini lo convince con poche semplici parole: “Tu vieni qui a fare il centravanti”, la posizione che preferisce.

E Malen impiega appena 26 minuti per ripagare la fiducia del tecnico e aprire il conto con la Roma. Assist di Dybala e primo gol in giallorosso all’esordio contro il Torino, dopo che tre minuti prima gli ne era stato annullato uno per fuorigioco. A risaltare fin da subito è la sintonia naturale con l’argentino, come se giocassero insieme da una vita. Torino-Roma e Roma-Milan, però, rappresentano le uniche due partite in cui Malen e Dybala hanno potuto duettare, visto poi l’infortunio al ginocchio dell’argentino. L’olandese, però, non si ferma e realizza due doppiette contro il Cagliari e contro il Napoli. L’impatto di Malen è notevole.

Nelle prime 5 partite, Malen registra 25 tiri, di cui 10 in porta e arriva a toccare il pallone in area di rigore 51 volte. L’olandese segna 5 gol nelle prime 5 partite. Nessuno aveva avuto un impatto del genere alla Roma negli ultimi 30 anni. Tranne un attaccante. Tranne Gabriel Omar Batistuta. Il centravanti argentino merita una menzione d’onore perché fu in grado di realizzare 6 gol nelle sue prime 5 presenze con la maglia giallorossa. Era la stagione 2000/2001 e il Re Leone la chiuse con 20 gol in 28 partite in campionato. E quell’anno sappiamo tutti come andò a finire.

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