Fino a qualche tempo fa dormiva con le valigie pronte, oggi è considerato indispensabile. La parabola di Zeki Celik è il manifesto della resilienza: il turco è stato capace di ribaltare il proprio destino proprio quando i titoli di coda sembravano già scritti. Da oggetto misterioso a “pendolino” del 2025, ha trasformato la sua permanenza a Trigoria in un capolavoro di pragmatismo.
L’intuizione di Ranieri, la macchina di Gasperini
Un processo di accurata ingegneria tattica pensato e attuato da Claudio Ranieri. Lo ha reinventarlo “braccetto” di destra nella difesa a tre, trovando nella corsa di Celik la risposta all’emergenza. Poi, al cambio della guardia, quella che era una toppa è diventata una certezza sotto la gestione di Gian Piero Gasperini. Il tecnico bergamasco, inizialmente orientato su altre rotazioni, si è arreso all’evidenza: dal derby in avanti, Celik è diventato insostituibile. “Forza, esplosività e duttilità: è fondamentale per il nostro equilibrio” ha ammesso Gasp, sancendo la promozione ufficiale del classe ’97 a pilastro del nuovo corso.
“Roma è il mio orgoglio”: il racconto a cuore aperto
Ai microfoni di Anadolu Ajansi, Celik ha svelato l’uomo dietro il soldato. Dalle corse solitarie da bambino nelle strade della Turchia fino alla chiamata decisiva di Mourinho: “Mi voleva davvero, e ora gioco in una delle squadre migliori al mondo. Ne sono fiero“. Un sentimento che si riflette nel rapporto con una piazza che lo ha saputo rivalutare, ribattezzandolo niente di meno che “Pendolino“, un richiamo a qualcuno che su quella fascia ha fatto faville. “Mi piace questo soprannome, sento la passione della gente quando vinciamo, l’intera città si accende” ha raccontato Zeki, che nella vita privata cerca lo stesso equilibrio che porta in campo: “Amo la moda italiana, la sua semplicità elegante. È uno stile che cerco di far mio ogni giorno“.
Il “re dei contrasti” non si muove
Arrivato dal Lille per 7,4 milioni, Celik oggi vale molto di più per l’economia tattica della Roma. A 28 anni, nel pieno della maturità, ha cancellato dai piani della società giallorossa l’idea di un addio. La Roma ha lasciato un esubero e ha trovato un inamovibile, un giocatore che ha saputo farsi strada con i fatti, lasciando che delle critiche del passato non rimanesse altro se non un eco lontano.
