a cura di Gabriele Turchetti
“Pandoro o panettone?” è la grande “rivalità” che si riaccende in questi giorni nelle case degli italiani. “Con o senza centravanti?” è il dilemma che tormenta i tifosi della Roma dall’inizio della stagione. L’arrivo di Gasperini sulla panchina giallorossa avrebbe dovuto garantire un notevole miglioramento in fase realizzativa rispetto alla passata stagione, ma la realtà è ben diversa.
Dovbyk peggiora, ferguson delude
I 17 gol dello scorso anno, spesso decisivi, hanno rappresentato una sorta di ancora di salvezza per Dovbyk, troppe volte insufficiente nelle giornate in cui non ha timbrato il cartellino. La speranza era che il gigante ucraino potesse seguire le orme di Petagna, Zapata e Retegui, sbocciati dopo aver incrociato la strada di Gasp. E, invece, l’ex Girona è regredito, anche e soprattutto in fase realizzativa.
“Non si è calato nello spirito”. Doccia fredda per Ferguson dopo la Juventus. Gasperini ha reso pubblica tutta la propria insoddisfazione per la scarsa applicazione del centravanti in prestito dal Brighton. In un momento, per altro, in cui tra Celtic e Como aveva cominciato a dare qualche segnale di vita. Ma che il feeling non fosse nato, l’allenatore giallorosso l’aveva già fatto capire. “Ieri ha fatto il primo allenamento giusto” disse a fine ottobre alla vigilia del match con il Sassuolo.

Mossa della disperazione?
Quella che doveva essere una soluzione d’emergenza, allora, si è trasformata in una formula riproposta più volte. Dybala come centravanti è diventata quasi routine. Al punto da schierare la Joya in quella posizione nelle partite contro le big. Ma il Dybala di oggi è un lontano parente di quel fuoriclasse che ha fatto le fortune della Juventus.
Addirittura, Gasperini si è inventato anche Baldanzi come riferimento centrale dell’attacco. E l’ex giocatore dell’Empoli, come sottolineato dall’allenatore stesso, ha dato risposte incoraggianti. Ma il mestiere del classe 2003 è decisamente un altro.

Via di mezzo
Quattro mesi che hanno concesso a Gasperini anche il tempo di fare un tuffo nel passato e rispolverare Cristante in posizione di trequartista, come ai tempi dell’Atalanta. Soluzione impiegata per la prima volta a Reggio-Emilia, quando il numero quattro giallorosso aveva il compito di attaccare lo spazio creato dai due attaccanti Dybala e Bailey, riproposta una settimana dopo a San Siro con la coppia argentina davanti.
Vittoria con il Sassuolo, sconfitta con il Milan. Ma ciò che accomuna quelle due partite è il miglioramento complessivo della Roma nella produzione offensiva. Opzione, però, che il tecnico di Grugliasco non ha più preso in considerazione nelle gare successive.
Con o senza centravanti? I numeri non mentono
Mosse, idee, invenzioni, che hanno prodotto il bottino esiguo di 27 gol in 22 partite tra campionato ed Europa League. Entrando nello specifico, i dati sono particolarmente chiari. Con Dovbyk e Ferguson in campo, la Roma ha realizzato 21 gol in 1308 minuti: una media, dunque, di un gol ogni 62 minuti. Senza attaccante fisico e, quindi, con Dybala o Baldanzi come centravanti, sono 6 le reti realizzata dai giallorossi in 672 minuti: una media di un gol ogni 112 minuti.
Il rapporto gol/minuti è abbondantemente a favore della Roma con il centravanti fisico come punto di riferimento. Con la formula del tridente leggero aumenta senza dubbio la qualità lì davanti, ma diminuisce notevolmente la forza d’urto.

Zirkzee risolve il dilemma?
“Con o senza centravanti?”. Questo è il dilemma. La risposta? Joshua Zirkzee. Uno che di mestiere fa il centravanti, dotato di grande forza nella gambe, ma con la qualità di un numero dieci. Un calciatore sparito nella confusione generale della sponda rossa di Manchester, pronto a rilanciarsi in Serie A dove ha incantato con la maglia del Bologna.
Non è un goleador, un bomber di razza, ma un attaccante in grado di aumentare la qualità della fase offensiva di una squadra attraverso le sue giocate illuminanti. Zirkzee risolverà i problemi dell’attacco della Roma? Sarà il campo, eventualmente, a fornire il responso. Gasperini, intanto, lo brama come l’oasi nel deserto.
