Non poteva essere una partita come le altre. Atalanta-Roma ha rappresentato molto più di una semplice gara di campionato: è stato il primo ritorno di Gian Piero Gasperini a Bergamo da avversario, dopo quasi un decennio alla guida della Dea e una delle epoche più gloriose della storia nerazzurra.
L’attuale tecnico della Roma è tornato al Gewiss Stadium per affrontare quella che per anni è stata la sua casa, ritrovando giocatori, dirigenti e tifosi con cui ha condiviso un percorso straordinario culminato nella vittoria dell’Europa League. Un rientro carico di significati, vissuto però senza eccessi: niente accoglienze trionfali, ma un clima composto, fatto di applausi e qualche coro al momento dell’annuncio dello speaker.
Lo stadio ha salutato Gasperini con rispetto, esattamente come il tecnico stesso aveva lasciato intendere alla vigilia. Ma non sono mancati segnali di una frattura mai del tutto rimarginata. Dalla Curva è infatti comparso uno striscione dal tono polemico: “Una bella storia si giudica anche dal finale”, un chiaro riferimento alle modalità dell’addio della scorsa primavera, quando il rapporto con parte della tifoseria si era incrinato.
Accanto a questo messaggio, però, è arrivata anche una presa di posizione opposta. Un altro striscione, dal contenuto decisamente più affettuoso, ha ricordato l’eredità lasciata dal tecnico piemontese: “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore, ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo campione”. Il segno di un legame profondo, che va oltre il presente.
Prima del match Gasperini ha parlato ai microfoni senza lasciarsi andare alla nostalgia: «Sono entrato per la prima volta nello spogliatoio degli ospiti, che era quello dell’Atalanta prima della ristrutturazione. Qui ho passato nove anni, ho visto crescere questo stadio e incontrare di nuovo tutti i ragazzi è una delle cose più belle del calcio. Ma ora siamo concentrati sulla partita». Sulla stessa linea anche a DAZN: «Accoglienza straordinaria, ma quando si scende in campo c’è una gara da giocare».
A sottolineare il peso emotivo della serata ci ha pensato anche il presidente nerazzurro Luca Percassi: «Non è una partita come le altre. Sono stati anni fantastici, Gasperini ha portato idee e risultati straordinari. È stata una storia fantastica, la più bella della nostra storia».
Tra applausi, cori e qualche ferita ancora aperta, Bergamo e Gasperini si sono ritrovati. Senza fuochi d’artificio, ma con la consapevolezza di aver scritto insieme pagine indelebili.
