Quando il pandoro non va giù: Roma, occhio al rientro

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   25 Dicembre 2025

A cura di Alessandro Santoro

– “Silenzio ragazzi, papà ci vuole dire qualche cosa!”
– “E anche ‘sto (post-)Natale ce lo siamo tolto dalle…”.
Non è un omaggio alla celebre frase che pronuncia Riccardo Garrone in Vacanze di Natale, o almeno non solo. È una frase che qualsiasi tifoso della Roma deve aver pronunciato almeno una volta uscendo dallo Stadio Olimpico, da qualche altro impianto in giro per l’Italia, o anche davanti alla tv, dopo il più classico dei ritorni in campo negativi dei giallorossi di ritorno dalle feste.

cosa ci dicono i numeri

La percezione comune ci dice che la prima gara che si disputa subito dopo Natale – quest’anno toccherà al Genoa di Daniele De Rossi – sia una delle più ostiche del campionato, indipendentemente dalla squadra avversaria. Ma è davvero così? Nell’ultimo quarto di secolo il dato smentisce l’impressione iniziale. Dodici vittorie, cinque pareggi, otto sconfitte. Numeri in linea con lo storico generale dei giallorossi. Perché allora quando si pensa al Natale si pensa anche – in alcuni casi soltanto – a un momento negativo per la Roma?

i precedenti storici

Spesso si è trattato di gare molto importanti, per la classifica o per il blasone dell’avversario. È il caso di Roma-Milan 1-2 del 6 gennaio 2004. I giallorossi chiudono l’anno solare 2003 al primo posto in solitaria, e, forti anche del fatto che i rossoneri avessero giocato una gara in meno, si trovano a +6 sulla squadra allenata da Carlo Ancelotti. Una doppietta di Shevchenko – intervallata dal poi rivelatosi inutile gol di Cassano – rimette in corsa i milanesi, che a fine anno si laureeranno campioni d’Italia proprio ai danni della Roma. Tanti i punti di distanza tra le due squadre, ma il tracollo per la squadra di Capello inizia proprio quel 6 gennaio.

Spostiamo il calendario in avanti – neanche fosse un orologio – di un anno esatto e arriviamo a un’altra sconfitta particolarmente fastidiosa. La Befana per una Roma in grandissima difficoltà porta solo carbone. Nel derby contro la Lazio di Paolo Di Canio, che ritrova il gol in una stracittadina dopo ben sedici anni, il risultato di 3-1 finale per i biancocelesti è una batosta.

A proposito di batoste, ci sono anche un paio di esiti particolarmente negativi che restano nella memoria: il 4-1 incassato all’allora Stadio San Paolo di Napoli nel 2012/13 e il 3-0 allo Juventus Stadium l’anno seguente. Nel primo caso la Roma di Zeman incappò in una delle serate meno felici della seconda esperienza in giallorosso del Boemo. Cavani, Cavani, Cavani. E poi Maggio. Il gol di Osvaldo è utile solo a rimpolpare il bottino di gol dell’italo-argentino. A Torino invece Rudi Garcia e i suoi non riescono a far valere i gradi di principale antagonista della Juventus e soccombono già nella prima ora di gioco.

anche ricordi importanti

Ci sono però, come detto, tanti buoni motivi (o buoni precedenti, in questo caso), per sperare nel buon esito della partita del 29 gennaio. Nel 2001 la vittoria nel fango di Bergamo porta la firma di Tommasi e Delvecchio, ed è una molla fondamentale nella corsa che si concluderà il 17 giugno dello stesso anno con lo Scudetto.

Un anno dopo, tanto per cambiare di 6 gennaio, Francesco Totti contro il Torino salta il portiere Bucci con una carezza al pallone con la suola, poi salta uno, due uomini e deposita in rete. Uno a zero finale e vetta della classifica riconquistata.

Il rientro dopo Natale è anche l’occasione per ricordare Davide Astori. Il primo e unico gol in maglia giallorossa del mai dimenticato centrale di Cagliari, Roma e Fiorentina arriva in occasione di una tiratissima sfida a Udine nel giorno dell’Epifania del 2015. Un suo colpo di testa bacia la traversa, entra in porta per qualche istante e soprattutto per qualche centimetro. Quanto basta.

L’unico Boxing Day della storia recente del nostro campionato è datato 26 dicembre 2018. In questo caso il match di fine anno è foriero di un nuovo inizio. All’Olimpico nasce definitivamente la stella di Nicolò Zaniolo, che a soli diciannove anni di età realizza il suo primo, spettacolare gol in maglia giallorossa. Scatta lungo l’out sotto tribuna Tevere, attacca la profondità, guadagna il fondo. Rientra sul mancino, con una finta sola mette a sedere il difensore Ferrari e il portiere Consigli. Poi lo scavino, il gol, infine l’esultanza.

un nuovo inizio all’olimpico?

Altri dati da segnalare: 1-0 per la Roma il risultato più frequente (ben sei gli episodi), il Milan l’avversario più affrontato (quattro volte). L’unico precedente contro il Genoa dal 2000 in poi è quello dell’8 gennaio 2017: un destro di Radja Nainggolan deviato da Armando Izzo fa tornare con il sorriso i giallorossi da Marassi.

L’ultimo rientro dalla sosta natalizia in ordine di tempo è il pareggio contro il Milan a San Siro dello scorso anno. Apre le danze Reijnders, poi un bel destro al volo di Dybala su sponda di Dovbyk rimette le cose in equilibrio per il definitivo uno a uno. Che il gol confezionato da due dei calciatori più in difficoltà in questa stagione possa essere di buon auspicio in vista della partita contro il Genoa e soprattuto in vista di tutto il prossimo anno. Ricominciamo. Ricominciamo bene.

Photo credit: Gino Mancini
Categorie:   Approfondimenti
Tags:   Roma-Genoa

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