Juventus 2-1 Roma: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   20 Dicembre 2025

Termina 2-1 Juventus-Roma all’Allianz Stadium. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.

SVILAR 6,5

Arriva ovunque è possibile, a volte anche oltre. Ma non basta, meno che mai sul campo della Juve, e per di più sotto Natale. Se è subito perfetto nell’uscita su Openda e poi prontissimo a sbarrare la conclusione di Conceicao, non può nulla sul rabbioso sinistro obliquo dello stesso portoghese che, a capo del duetto Yildiz-Cambiaso, sblocca il match quasi allo scadere del primo tempo. Ricomincia sullo stesso Conceicao, alla ripresa, poi sulla gran botta di Cambiaso nel momento migliore della Juve, ma deve nuovamente arrendersi a Openda (70’) – primo gol in serie A per il belga, come da consolidata, suicida tradizione romanista – dopo il miracolo compiuto sull’incornata di McKennie.

MANCINI 5,5

Veterano a capo di una ciurma di semi esordienti, lamenta un problema muscolare dopo poco più di un quarto d’ora, ma stringe i denti, stavolta nel complesso con esiti meno brillanti del solito, specie quando sulla sua banda i bianconeri schiacciano il pedale dell’acceleratore.

ZIOLKOWSKI 6

Il pupillo di Boniek sfida la squadra che a inizio anni ’80, prima dell’avventura romana, trasformò Zibì in Bello-di-notte. Battesimo assai complicato, su quel canpo e in mezzo alla difesa romanista rivoluzionata dalla doppia assenza di N’Dicka ed Hermoso. Ma non fa disastri, chiudendo dove può e proponendosi con coraggio e personalità davanti sui calci piazzati.

RENSCH 6

Reinventato difensore centrale, al pari del compagno di linea polacco non si macchia di peccati mortali, anche quando la Juve comincia a girare con continuità sul velocissimo asse Yildiz-Conceicao. Lucido negli anticipi, specie nel primo tempo che la Roma controlla con autorevolezza fino allo shock del vantaggio bianconero.

CELIK 5,5

Batte la corsia destra con buona volontà e impegno nettamente superiore al costrutto. Anche perché su quel lato a gioco lungo il connazionale Yildiz sale come l’alta marea e tutto travolge.

CRISTANTE 5,5

Fronteggia Thuram. Duello ad alta quota, per stazza fisica, dal quale non esce sempre benissimo. Corre come un maratoneta, a volte a scapito della precisione. Parte col brivido, addormentandosi con un tocco da harakiri verso Svilar: ne scaturisce la punizione di Locatelli che impegna il portiere romanista per la prima volta. Proseguirà così, tra rincorse a perdifiato ed errori di misura.

KONE’ 6

Poco dopo la mezzora, ancora sullo 0-0, non chiude su un bel cross di Celik, lanciato da un’eccellente intesa con Soulé. È lo specchio di un centrocampista fantastico fino ai confini dell’area avversaria: di lì in poi, è come varcare la soglia delle colonne d’Ercole prima di Cristoforo Colombo. Non batte a rete nemmeno con l’ordine del pretore, tanto meno nel finale convulso che finisce solo per illudere la Roma.

WESLEY 6,5

E’ sempre lui la freccia che potrebbe rovesciare gli esiti di una sfida al solito amara. Vince la sfida podistica con chiunque, provando in tutti i modi a scardinare la non impeccabile barriera di Spalletti, ma fortuna e compagni non sempre efficaci gli impediscono di centrare l’obiettivo. È comunque fantastico nello sradicare il pallone che consegna a Baldanzi la possibilità di riaprire la partita.

SOULE’ 5

Subisce un giallo severo per un’entrata su Kalulu, ma si vede subito che, a prescindere da Sozza, non è proprio serata. Non è purtroppo la prima volta che gli capita, quando sale l’asticella del confronto. Ed è un peccato, perché ha le stimmate del fuoriclasse. Nello stadio che poteva essere casa sua, marcato stretto da Kelly, si defila rapidamente nel match sul quale vorrebbe lasciare il segno. Impresa disperata, come quella della Roma di uscire senza danni da quel catino maledetto.

BALDANZI 6,5 (dal 55’ per Soulé)

Si batte come un leone, lui piccolo come uno scoiattolo. Non molla un pallone né un palmo di terreno, è bravissimo nel raccogliere la respinta di Di Gregorio per il 2-1 che per quello che resta del match fa sognare (ma solo quello) un finale finalmente diverso.

PELLEGRINI 5

Sempre col fioretto in pugno, mai con la durlindana che servirebbe a indirizzare una partita che la Roma pare in grado di gestire, almeno fino all’1-0 di Conceicao. Flebile e in punta di piedi, prova a intermittenza fraseggi stretti, specie con Dybala, che non riescono ad aprire lo straccio di un varco.

BAILEY 5 (dal 52’ per Pellegrini)

Tipico esempio di figurina da non inserire mai nell’album. Un bel nome e niente più, al di là di fanfare, popcorn e illusioni: velleitario, approssimativo, rotto, alza le braccia dopo venti minuti di niente.

EL SHAARAWY s.v. (dal 73’ per Bailey)

DYBALA 5

Gasperini lo preferisce alla torre Ferguson (che proprio non lo convince) cercando soluzioni palla a terra che purtroppo rimarranno una chimera. Una malinconia il ritorno nella città che lo ha consacrato fenomeno, al centro di un attacco che con lui non trova un solo tiro nello specchio. Sovrastato da Bremer fino quando i muscoli del brasiliano reggono, si muove molto ma produce poco o niente.

FERGUSON 6 (dal 55’ per Dybala)

Entra – per noi troppo tardi – a offrire un riferimento solido alla manovra romanista, che paradossalmente non migliora ma pare trovare finalmente qualche sbocco. Il nuovo stop muscolare di Bremer gli propone presto un avversario più agevole, Rugani, che alla fine quasi consegnerà a lui e alla Roma un gran regalo di Natale. Prima, trova finalmente la rasoiata giusta per impegnare Di Gregorio, che riesce solo a respingere sui piedi di Baldanzi per il gol dell’illusione. Poi, su buco del generoso Rugani, batte frettolosamente il destro che consente a Di Gregorio di inchiodare il match sul 2-1.  

GASPERINI 5

Stavolta è complicato esaltare l’uomo che, pure, resta alla base dell’eccellente cammino romanista. La squadra ha identità e idee, per un tempo riesce anche a srotolarle sul campo con dignità, ma al primo lampo juventino – come contro Milan, Inter, Napoli – gli esiti del match si rovesciando delineandosi tristemente. Se ha coraggio da vendere nel rovesciare la difesa come un calzino, resta difficile capire altre scelte di giornata. Una su tutte: la rinuncia a un attaccante di peso a favore del Dybala delle ultime settimane. Ma una spiegazione la fornisce lui, alla fine: Ferguson non lo convince affatto. Addirittura, gli pare del tutto avulso dal contesto, “non calato nello spirito, al apri di qualche altro acquisto”. Una bocciatura secca, che si aggiunge a quelle dei miseri resti di Bailey e di Tzimikas. Soprattutto un messaggio chiarissimo al club e a Massara: sarebbe un vero peccato non rafforzare questa squadra a gennaio. 

Arbitro SOZZA 6

Ha discreta stoffa, al contrario della stragrande maggioranza dei suoi colleghi, ma con la Roma non ha particolare fortuna. Oppure è la Roma, fate un po’ voi, a non averne con lui. Sta di fatto che (senza incidere troppo sul match, sia chiaro) nel dubbio non sembra mai avere incertezze: un bel fischio a favore della Juve e via.

Categorie:   Pagelle
Tags:   Juventus-Roma

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