Il centrocampista giallorosso, presente al Circolo Antico Tiro a Volo di Roma per ricevere il Premio “Giuseppe Colalucci” – giunto alla dodicesima edizione – ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’evento. Di seguito le sue parole.
Come stai? Come procede il recupero?
“Bene, intanto è un piacere essere qui. Festeggiamo anche il mio ritorno in campo, sono tornato finalmente a disposizione. Nelle due convocazioni prima della sosta non ero ancora pronto, durante la pausa ho avuto la possibilità di allenarmi, spingere e provare. Sono contento e carico per questa ripartenza”.
I tifosi della Roma quest’anno possono sognare?
“I tifosi credo che debbano sempre sognare, così come chi fa sport. Nessuno scende in campo per giocare una partita, in qualsiasi sport, pensando di perdere. Sogniamo sempre, tutti quanti. In queste 5 partite i ragazzi sono stati fantastici, eccezionali. Già dagli allenamenti vedevo il livello, molto alto. Secondo me ci meritiamo tutti quanti questa bella ondata che stiamo avendo, speriamo possa continuare tanto per far sì che da fine marzo in poi possiamo mettere dei paletti per gli obiettivi”.
Dalla sfida di domenica uscirà l’anti-Inter?
“Secondo me è difficile dirlo adesso, siamo in apertura di campionato. La sosta è stata veramente lunga, una novità per tutti non giocare per tre settimane. Ora sarà difficile anche ripartire, avremo tanti impegni, gli infrasettimanali di Champions League. Complicato dire che questa partita possa consegnare l’Anti-Inter al campionato. Sarà sicuramente una bella partita”.
Come ti definisci caratterialmente?
“Tutti mi rimproverano di essere un po’ riservato, ma uno si deve sentire bene ad essere quello che è. Sono una persona semplice, sicuramente riservata, ma soprattutto felice. E l’importante è quello, a prescindere da che lavoro una persona possa fare o da che vita una persona conduca”.
C’è ancora l’abitudine di leggere le pagelle e i voti un po’ più negativi all’interno dello spogliatoio?
“Diciamo che lo preferivo prima lo spogliatoio, si viveva un po’ più tutti all’unisono. Adesso, soprattutto i giovani ragazzi, passano tanto tempo al telefono. Ma devo dire che nel nostro spogliatoio c’è serenità. Siamo un gruppo unito, che lavora, che va forte, che sa qual è l’obiettivo del gruppo. Di questo mi prendo un po’ il merito, insieme ai compagni che ci sono da più tempo”.
Il rinnovo di contratto?
“Ho sempre fatto quello che mi sentivo di fare, che credevo potesse rendermi felice. Sono orgoglioso di questo, non devi mai scendere a compromessi quando fai quello che ti senti. E soprattutto quando rispetti l’amore che hai per te stesso, per quello che fai e per chi lo fai. E per noi a Roma questa cosa è molto importante”.