Sei anni a fare su e giù sulla fascia, con quello scudetto conquistato nel 2001 che resterà sempre impresso: Cafù si racconta alla Gazzetta dello Sport.
Cafù, è sorpreso anche lei da questa Roma?
“No, perché nel calcio le cose improbabili diventano possibili e i pronostici esistono per essere smentiti”.
Si aspettava che potesse competere anche per il primo posto?
“La Roma viene spesso sottovalutata. E se guardiamo i numeri, soprattutto quelli del 2025, ci si rende conto della forza e della continuità della squadra. Vero è che la Serie A è lunga, però se chi ben comincia è a metà dell’opera…”
Chi è favorito per il titolo?
“Non lo so, difficile dirlo ora”.
Per Gasperini la Roma ha svoltato. Dove la squadra è molto forte e deve migliorare?
“Gasperini ha fatto un grande lavoro ma la squadra può ancora crescere e sono convinto Gasp rappresenti un valore aggiunto. Per me è uno Zeman 2.0, uno che lavora molto sull’aspetto fisico e psicologico”.
Dove può arrivare Wesley?
“Wesley ha molte qualità importanti e per la Roma è una fortuna averlo. Io non mi sto sorprendendo”.
Mancini invece da braccetto scende spesso a supporto dell’azione offensiva.
“Ho visto Mancini giostrare in quel ruolo, e pure Celik sta giocando molto bene a destra”.
Fanno bene i tifosi a sognare lo scudetto?
“Come dice Gasperini, nessuno può negare alla gente di sognare”.
I contratti di Pellegrini e Dybala li rinnoverebbe?
“Certi giocatori non andrebbero mai persi”.
