Fumata nera. La terza. Francesco Totti ha (ri)detto no alla Roma. Al suo rientro nel club che come ha ribadito, anche recentemente, è stato, è e sarà la sua seconda pelle. Non c’è accordo tra le parti. Per questioni economiche e non solo. Neppure la coincidenza con il centenario, fin qui, è stata propedeutica a far trovare un punto di sintesi tra le parti. La Roma propone, Totti rispedisce al mittente. Una vicenda che sta andando avanti da mesi, senza che si riesca a trovare un punto d’incontro che soddisfi tutti.
C’è, sì, una questione di ruolo. Ovvero quel ruolo di testimonial per il centenario offerto dalla società, ma che non convince e soddisfa il Capitano. Così come la durata del contratto, prima offerta due anni, seconda dodici mesi con uno stipendio raddoppiato. Il Dieci, probabilmente forte anche delle dichiarazioni di Gasperini che ha pubblicamente dichiarato di avere idee chiare sul ruolo che Totti potrebbe riscoprire nella sua Roma, vorrebbe qualcosa di diverso e più coinvolgente per la sua seconda avventura da dirigente del club giallorosso. Magari da consulente tecnico con un occhio particolare e ascoltato per quel che riguarda le qualità dei calciatori che ci sono e di quelli da portare a Trigoria. Magari anche con un accordo pluriennale in modo da poter programmare il lavoro di oggi, domani e dopodomani. Fin qui non gli è stato offerto, al contrario di quello che è accaduto con la Maxima, una delle due nuove realtà cestistiche romane, che gli ha proposto un ruolo dirigenziale e non soltanto di pura immagine. Convincendo in poco tempoil Capitano ad accettare, a fronte di un contratto triennale da oltre un milione di euro netto a stagione. La Roma non ci sta riuscendo, al punto che al momento c’è il rischio che Totti non ci sia alle celebrazioni che ci saranno per festeggiare il primo secolo di vita della società giallorossa.
Ma il problema del ruolo non è il solo a impedire che si arrivi alla fumata bianca. C’è anche quello economico. Che, oltretutto, ha sfaccettature inedite. Come quella della maglia. Non intendiamo la numero dieci che in questi giorni è tornata d’attualità con le anticipazioni sul nuovo libro del Capitano incentrato sulla sua vita dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. No, il problema è un altro. Ovvero le maglie che, dal ritiro del Capitano a oggi, la Roma ha continuato a vendere con il nome di Totti sulla schiena. Un numero impressionante, solo nella stagione passata ne sono state contabilizzate oltre quindicimila, in quelle precedenti ancora di più (negli anni subito dopo il ritiro sono state decine di migliaia). Sommandole si arriva a una cifra a sei numeri. Bene, su queste maglie Totti non ha mai incassato un euro. E la questione non ha fatto piacere. Tanto è vero che è venuta fuori nell’ultimo incontro che c’è stato tra le parti. Protagonista per il club, il nuovo amministratore delegato Galantic. Al quale è stato sottolineato questo aspetto che è stato al centro della discussione. Il Ceo ha risposto che sul pregresso lui non c’entra niente. Con i rappresentanti di Totti che, prima di qualsiasi eventuale firma, hanno chiesto di risolvere la questione delle maglie. Solo una volta risolta, si potrà tornare a parlare d’accordo per il centenario. Che, al momento, non prevede il coinvolgimento del Capitano (e di Bruno Conti) negli eventi che la società sta organizzando in grande segreto. Eventi che coinvolgeranno un po’ tutta la città e che la Roma sta organizzando in collaborazione con il Comune. In particolare per il ventidue luglio. Quando il Circo Massimo sarà al centro delle celebrazioni. Per il resto è tutto top secret. Anche per Totti.
