(Giorgio Marota – Corriere dello Sport) Gian Piero Gasperini è uno dei pochi allenatori che si diverte tanto in allenamento quanto in partita. Se l’Olimpico è il palcoscenico in cui mostra più spesso i suoi progressi tattici, Trigoria è il laboratorio nel quale il gusto di sperimentare ha trovato ormai da tempo la sua sublimazione.
Merito di un gruppo che si applica, che segue le idee del tecnico e che per certi versi pende dalle sue labbra, senza aver mai accusato la minima crisi di rigetto.
I giallorossi sono primi per pressing in Europa – in media concedono 8,54 passaggi agli avversari prima di completare un’azione difensiva -, ha già tentato più di 100 tiri in 5 giornate e 35 volte ha centrato lo specchio.
Nei primi tempi di questa Serie A la Roma ha segnato in media 2,8 gol contro le 5 reti nelle 5 partite con cui era cominciato il 2025-26, ma la differenza tra le due stagioni è enorme anche in altre specifiche: il numero di passaggi cresciuto da 2417 a 2735, gli ingressi nell’area avversaria sono passati da 269 a 320.
La forma atletica avanza ma ancora non ha raggiunto il picco, come dimostrano i cali che ha avuto a inizio ripresa, la corsa dei singoli mai sprecata o fine a sè stessa e la fase difensiva in netto miglioramento rispetto alle amichevoli estive.
Alla ripresa del campionato Gasp andrà a caccia della 300a vittoria in Serie A. Un risultato da allenatore che lo proietterebbe in un club più che esclusivo di miti della panchina del campionato, portandosi a -2 dai successi di Nereo Rocco.
