La nuova Serie A corre: più gioco effettivo e giovani in campo

Photo Credit: Gino Mancini

Diego Sarti
Pubblicato il:   27 Agosto 2026

Here we go. Ehm, no, non facciamo riferimento ad un’operazione di mercato in chiusura con l’acronimo di Fabrizio Romano, bensì all’inizio della Serie A. Eccoci qui nel limbo di inizio stagione. Quasi una settimana fa il campionato è ripartito con tutte le speranze verdi e gioiose possibili, come d’altronde ogni anno. Per tutte le big la prima non poteva andare meglio di così. Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma si son portate a casa tre punti lasciando, chi più chi meno, prestazioni tutto sommato convincenti. La più brillante sicuramente la Roma: pimpante fisicamente, sicura di sé stessa e con un’idea di gioco ben collaudata. Gasp e i suoi hanno ripreso il cammino di marcia da dove si è interrotto nella notte dolce di Romeo e Giulietta di Verona, quella che ha regalato la Champions League. “Ad Astra”, il motto scelto dalla società. E le stelle continuano a brillare, come se non si fossero mai spente. Anzi. Quella coppia Malen-Dybala brilla da far stropicciare gli occhi. La condizione dei due è un cavallo di battaglia per Gian Piero Gasperini, lo si è ben visto nella prima contro la Viola. Gli spunti positivi nella partita contro i toscani sono stati ampi e già discussi nel corso delle nostre trasmissioni e nei vari approfondimenti che proponiamo sul nostro sito, ma qui cerchiamo di ampliare l’orizzonte, andando a captare e ad analizzare ciò che il debutto della Serie A ci ha lasciato. E partiamo proprio da un numero che, apparentemente, dice poco. Zero. Non ci sono stati 0-0 nella prima giornata di questo campionato. Una piccola curiosità, certo, ma anche un primo indizio sul modo in cui si è aperta la nuova stagione. Lo scorso anno, nelle prime undici giornate, almeno un pareggio a reti bianche era sempre arrivato. Stavolta, invece, nessuno ha deciso di inaugurare il campionato con il classico “meglio non farsi male”. Ma il dato più interessante arriva quando si smette di guardare soltanto il risultato e si osserva quanto si è effettivamente giocato.

La Serie A corre. E gioca di più.

La fotografia più interessante riguarda il tempo effettivo. Nella prima giornata della Serie A 2025/26 le partite sono durate mediamente 98 minuti, con 52 minuti di gioco effettivo, pari al 53% del totale. Dodici mesi dopo il pallone resta in campo per un tempo leggermente superiore: la durata media delle gare scende a 97 minuti, ma il gioco effettivo sale a 58 minuti, arrivando al 60% del totale. Cinque minuti in più di calcio giocato. Non sembrano tanti, soprattutto nell’arco di una singola partita. Moltiplicati per un’intera stagione, però, raccontano un’altra storia. E soprattutto raccontano una Serie A che, almeno nei primi novanta minuti della nuova stagione, sembra aver scelto di perdere meno tempo e giocare di più. Il confronto con gli altri grandi campionati europei rende il dato ancora più interessante. La Ligue 1 registra 59 minuti effettivi su 60% del tempo complessivo, mentre la Premier League si ferma a 57 minuti con il 58%. La Bundesliga è a quota 57 minuti, ma con il dato percentuale più alto: il 57% della durata complessiva, secondo i dati riportati nel confronto. La Serie A, dunque, non è più quella che si associa automaticamente a pause, interruzioni e pallone fermo. Almeno non in questa prima fotografia. 58 minuti di gioco effettivo significano che il campionato italiano si è avvicinato sensibilmente agli standard dei principali tornei europei, come rivelato dal portale specializzato foot toujours.

E poi ci sono loro: i giovani

L’altro numero che merita di essere cerchiato riguarda invece l’età. 32 calciatori Under 21 sono partiti titolari nella prima giornata, 13 dei quali italiani. Sul totale dei giocatori schierati dall’inizio, significa il 14,5%, dati Trasfermarkt.. Non è una rivoluzione, sia chiaro. E sarebbe sbagliato raccontarla come tale. Ma è comunque un dato da tenere sotto osservazione, soprattutto in un calcio come quello italiano nel quale il rapporto con i giovani continua a essere uno degli argomenti più discussi. Trentadue ragazzi hanno iniziato il campionato dal primo minuto. Alcuni sono già certezze, altri devono ancora diventarlo. Qualcuno si prenderà una maglia da titolare per tutta la stagione, qualcun altro finirà inevitabilmente ai margini. Ma il dato dice che la nuova generazione è già dentro il campionato, non soltanto parcheggiata in panchina ad aspettare il proprio turno. E qui torniamo inevitabilmente alla Roma. Perché anche a Trigoria il tema giovani è tornato centrale: la prestazione di Lulli è stata la prova oggettiva di quanto ci si possa fidare di un giovane. Bravo Gasperini a buttarlo dentro, senza timore o paura. Ma non è stato l’unico Gasp a prendere una deicisione del genere. Fatto sta, questo è un bel messaggio che il calcio italiano manda dopo la delusione Mondiale di quest’inverno.

Il primo fotogramma di una stagione tutta da scoprire

Insomma, la prima giornata ci ha lasciato più di una semplice classifica. Ci ha consegnato cinque big subito a quota tre, nessun pareggio per 0-0, una Serie A che sembra voler aumentare il tempo effettivamente giocato e un primo assaggio della nuova generazione pronta a prendersi spazio. Sono soltanto novanta minuti, anzi, qualcosa in più. Troppo pochi per dare sentenze, sufficienti però per iniziare a leggere qualche tendenza. Il campionato è appena cominciato. Le stelle sono tornate ad accendersi, i giovani bussano alla porta e il tempo, almeno quello effettivo, sembra essere sempre meno disposto ad aspettare.

Categorie:   News, On air
Tags:   Serie A

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