Dottor Gasp e mister Hyde. Perché mica vorrete farci credere che il primo Gasp in conferenza stampa all’antivigilia dell’esordio in campionato contro la Fiorentina, sia lo stesso che giusto giusto un anno fa ne aveva per tutti per un mercato che non stava andando come avrebbe voluto. Anche il tono di voce mi è sembrato diverso da quello solito, convinto, chiaro, forte, nessuna scorciatoia dietro le parole, a cui siamo stati abituati nell’anno del suo esordio sulla panchina romanista. No, stavolta abbiamo ascoltato un Gasp pacato, misurato, equilibrato, attento a usare le parole giuste per non correre il rischio di essere equivocato quando mancano poco meno di dieci giorni alla chiusura del mercato. Che, parole sue, numericamente non ha ancora completato la sua Roma, . Sono l’esterno sinistro di centrocampo e, soprattutto, l’attaccante sinistro di piede destro che il tecnico sta aspettando da quando è sbarcato un anno fa a Trigoria. Un anno fa non crediamo di sbagliare dicendo che in questa situazione sarebbe venuto fuori il Gasp furioso che avrebbe chiesto ad alta voce, non risparmiando nessuno, che la società gli desse quello che gli aveva promesso per costruire una squadra in grado di puntare perlomeno alla qualificazione alla Champions League.
Moscio, spento, frenato. Così invece mi è sembrato il Gasp. Molto diverso dal brontolone a prescindere al quale ci aveva abituato. Solo una volta nel corso della conferenza stampa, il tecnico è sembrato andare su di giri. Quando gli è stato prospettato un parellelo tra il Rodrigo Mora di oggi e i Vaz e Venturino della passata stagione. Cioè giovani di prospettiva, da costruire e migliorare, con cui lavorarci per l’oggi e soprattutto il domani, ovvero all’opposto di quei giocatori fatti e formati che il tecnico più volte ha ribadito volere per garantire quell’ulteriore step in avanti per avvicinarsi al vertice almeno del campionato italiano. Non mi è sembrato un paragone poi così ardito, certo non al punto da generare un momento di tangibile tensione (si tenga presente che a proposito c’è stato anche un post conferenza stampa). Eppure è stato sufficiente per tirare fuori, almeno lì, il mister Hyde che alberga all’interno del dottor Gasp. Che, almeno in un paio dei momenti della conferenza stampa, ci ha tenuto a sottolineare come lui pensava che la qualificazione alla Champions League avrebbe dato maggiore garanzie in ottica budget per il mercato. Io però faccio fatica a credere che il tecnico non sappia che quella sessantina (minimo) di milioni di euro garantiti dalla partecipazione al girone di Champions, non potevano essere propedeutici al bilancio chiuso il trenta giugno scorso, perché è quello che il bilancio (oltre ai due precedenti) che sarà controllato dall’Uefa per vedere di quanto si sarà sforato l’accordo raggiunto tra le parti quattro anni fa. Possibile che nessuno glielo avesse detto? A me risulta, con più che ragionevole certezza, che il tecnico più volte nel corso della passata stagione fosse stato messo al corrente di come stavano le cose da un punto di vista economico. E comunque, ammesso e non concesso, è davvero immaginabile che lo stesso tecnico non lo sapesse di suo?
Ora, comunque, le risposte arriveranno solo dal campo. Confido peraltro che da qui alla chiusura del mercato di sicuro arriverà un esterno di centrocampo capace di giocare anche da braccetto nella difesa a tre (Oosterwolde è a un passo con la formula del prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo a determinate condizioni legate alle presenze da almeno quarantacinque minuti) e probabilmente anche un esterno sinistro di piede destro sempre con la formula del prestito. Per il resto, adesso conta solo la Fiorentina.
Time Out – Dottor Gasp e mister Hyde

Photo Credit: Gino Mancini