Ci siamo. Almeno così si dice, si sussurra, si mormora, si garantisce. Rodrigo Mora è a un passo, Malick Fofana a un paio, ovvero le due partite dell’ultimo preliminare di Champions League per il suo Lione (contro il Fenerbahce di Greenwood) che la Roma preferirebbe non giocasse, temendo infortuni e i rischi di un possibile rialzo del costo cartellino (l’accordo sarebbe stato trovato sulla base di cinque milioni di prestito, più trenta di diritto di riscatto che diventa obbligo a condizioni mediamente difficili, più cinque di bonus). Sono i due attaccanti che il Gasp sta aspettando da parecchio. L’esterno sinistro di piede sinistro pure di più, diciamo oltre un anno, cioè dal mercato estivo della passata stagione quando la vicenda Sancho alla Roma fece perdere una marea di tempo, per poi rimanere con un pugno di mosche in mano. I due acquisti che, uniti a un esterno di centrocampo che è ugualmente necessario mettere a disposizione dell’allenatore, devono andare a completare la rosa per affrontare una stagione in cui, minimo, ci saranno trentotto partite di campionato, otto di quella Champions League che ci mancava tanto e una di coppa Italia (ovviamente tutti sperano che si scavallino di parecchio le cinquanta partite).
Sia chiaro, nel momento in cui scriviamo non c’è ancora nulla di ufficiale, ma sono altissime le possibilità che Mora si vesta di Roma e parecchie quelle che Fofana indossi gli stessi colori. Sarebbe un ottimo doppio colpo. Ma solo se sarà doppio. Lo diciamo non per una ricerca della polemica che non ci appartiene, ma perché l’investimento non piccolo per il giovane talento portoghese, avrebbe più senso soltanto se accoppiato a quello con Fofana. Al Gasp solo in questo modo verrebbe garantita una doppia opzione offensiva che, oltretutto, comprenderebbe con il giocatore del Lione quell’esterno sinistro di piede destro che nella rosa della Roma è un buco che sta andando avanti da troppi anni, senza che mai nessuno sia riuscito a cancellarlo. Acquistare soltanto Mora, un ragazzo di grande talento ma che deve dimostrare ancora tutto, vorrebbe dire costringere il tecnico a cambiare il modulo con cui ha affrontato la sua prima stagione sulla panchina romanista, ovvero i due trequartisti dietro a una punta. Con il solo portoghese, considerando anche l’investimento importante che si farà per portarlo a Trigoria, il Gasp potrebbe essere tentato di cambiare l’ordine dei fattori, ovvero un trequartista dietro a due punte, ma il risultato non è detto che sia lo stesso come da regola matematica.
L’accoppiata di acquisti, inoltre, garantirebbe l’oggi, il domani e il dopodomani visto che il portoghese ha diciannove anni e il belga appena due di più. I due, insieme, possono garantire il salto di qualità per quel reparto offensivo che l’allenatore, da quando è arrivato a Roma, ha chiesto, pure ad alta voce, fosse rinforzato e arricchito per dare corpo nel miglior modo possibile al suo gioco. L’accoppiata potrebbe garantirglielo. Uno soltanto no. Soprattutto se in questi ultimi giorni di mercato dovesse salutare Soulè intorno al quale continuano a girare voci di una sua possibile cessione. A quel punto, semmai, servirebbe un terzo rinforzo offensivo per completare un reparto con cui il Gasp vuole andare all’attacco del campionato e della Champions League.
