Il Gasp ritrovato. Quello che stupisce, sorprende, spiazza, s’incazza se pensa che ne valga la pena. Quello che urla con i silenzi. Quello che dice senza dire. Quello che si promette a Sky per un’intervista che la televisione aveva annunciato, sponsorizzato e strombazzato per tutto il giorno, per poi dire nell’imminenza dell’appuntamento scusate ma è tutto annullato, non mi presento ho un meeting (ma non si può dire riunione?) con la proprietà per importanti questioni di mercato. Un acquisto? Più possibile una cessione per un’offerta super per un giocatore (Svilar? Koné?) che non si prevedeva più potesse partire?
Di sicuro si può pensare che qualcosa di grosso sia successo o stia succedendo. Altrimenti non si può spiegare la brutta figura con Sky dove certamente la cosa non l’hanno presa bene, anche se hanno avuto la promessa che il faccia a faccia con il tecnico romanista sarà riprogrammato a breve giro di posta. Per il resto navighiamo a vista, elaborando deduzioni, cercando segnali che non si vedono, provando a riflettere sul no del Gasp all’appuntamento con la televisione. Del resto stiamo scrivendo neppure un’ora dopo il fattaccio, l’unica versione della società è quella di un’importante riunione (altro che meeting) con la proprietà, top secret il cuore della discussione che le parti stanno affrontando. Di certo qualcosa di più la sapremo con il passare dei giorni, ma la realtà ora è che l’improvviso dietrofront del Gasp lascia aperte le porte a qualsiasi tipo di deduzioni. Dalle migliori alle peggiori. Con tutte le conseguenze del caso, almeno fino a quando lo stesso allenatore non spiegherà quello che è successo.
Perché, parliamoci chiaro, se dobbiamo dare retta ai precedenti, i pensieri non possono che essere negativi. Nella sua prima stagione romanista, il Gasp in due occasioni aveva preferito stupire con un silenzio imprevisto. Casualmente nel dopo partita di entrambe le partite contro il Lecce del suo primo campionato sulla nostra panchina. In Salento non si presentò in sala stampa, disertando taccuini, telecamere e microfoni. Era il sei gennaio di quest’anno, il mercato invernale si era aperto da meno di una settimana e dei tanto richiesti attaccanti non si era vista l’ombra. Si racconta che si fosse rifiutato di presentarsi dicendo di mandare a parlare l’allora ds Massara e l’allora consulente di mercato Ranieri, i due dirigenti con cui era già da tempo ai ferri corti e che ora sono uno alla Juventus e il secondo in Federcalcio. Stesso copione nella partita di ritorno (decisa da un gol di Vaz altro giocatore alla base dei dissapori con Massara), il Gasp non si presenta alla stampa, ufficialmente per un abbassamento di voce al quale non aveva creduto nessuno. Insomma, furono due episodi indicativi di rapporti interni deteriorati che poi sono puntualmente venuti alla luce.
E allora adesso cosa è successo per far saltare un’intervista televisiva? Ci sentiamo solo di escludere dissapori con il nuovo direttore sportivo D’Amico, lo ha voluto il Gasp, attaccarlo vorrebbe dire prendersela pure con se stesso. Per il resto bisogna attendere.
