(La Repubblica – Marco Juric) Fino a fine maggio volava con la prima squadra, seguiva partite e allenamenti e riprendeva i calciatori. Dal primo luglio gonfia palloni ai turisti e piega le nuove magliette Adidas nel Roma Store.
La riorganizzazione della Roma è entrata così in una nuova fase: non solo più colloqui individuali, proposte di uscita e scrivanie lasciate libero al Fulvio Bernardini. Il personale indicato dal club ha preso servizio nei punti vendita: store assistant, store supervisor, store coordinator.
Si prenda ad esempio il caso di un giornalista caposervizio che fino a poche settimane fa coordinava dirette, interviste e contenuti legati alla prima squadra e che oggi è responsabile di un Roma Store.
Il riallocamento nasce dalla fusione di Soccer Srl in As Roma Srl e dalla riorganizzazione comunicata ai sindacati il 27 maggio e sono 98 i dipendenti di Soccer coinvolti nella ricollocazione.
Le lettere sono partite alle ore 21 di venerdì 26 giugno e dal primo luglio il dipendente viene trasferito al Roma Store con un nuovo ruolo e nuove mansioni, mantenendo lo stesso livello e stipendio.
Alle lettere hanno fatto seguito le diffide. Il punto contestato è semplice: conservare stipendio e livello non basta quando il lavoro svolto quotidianamente cambia completamente. L’operazione ha inoltre evitato la strada dei licenziamenti collettivi, che avrebbe imposto criteri precisi nella scelta del personale da lasciare fuori. Nei negozi, invece, le alternative sono rimaste quelle già prospettate: accettare il nuovo ruolo, trattare un incentivo all’uscita oppure rifiutare lo spostamento e aprire lo scontro.
Le prime contestazioni degli impiegati sono state inviate il 7 luglio e la riorganizzazione non si misura soltanto nelle stanze ma nei negozi. Tra chi fino a pochi giorni fa costruiva l’immagine della Roma e oggi cerca una taglia XL in magazzino per soddisfare le richieste del cliente di turno.
