Il telecronista di Dazn, intervenuto durante la trasmissione condotta da Marco Valerio Rossomando e Simone Valdarchi, ha fatto il punto sulle ultime gare del Mondiale. Di seguito le sue parole.
“Non sono tra quelli che critica eccessivamente l’atteggiamento del Paraguay: hanno fatto quello che potevano, con un arbitro che ci teneva a far rispettare le regole. E’ stata una partita sudamericana, con tante provocazioni. Ha vinto la squadra più forte.
Il Marocco ha cambiato totalmente volto rispetto a 4 anni: era una squadra che speculava, ora è un roster che gioca benissimo. Mi ha colpito moltissimo per qualità di gioco e coesione. El Aynaoui, eccezion fatta per la gara di ieri, mi sta piacendo tantissimo: corre, lotta, è pericoloso in fase offensiva. Non viene mai sostituito e questo significa che è un fedelissimo del tecnico. Adesso arriverà l’impegno più difficile, ma non credo che si snatureranno più di tanto.
Capoverde resta la favola di questo Mondiale. Contro l’Argentina ha avuto coraggio, ha giocato a pallone e, meritatamente, ha recuperato due volte la sfida.
Il Brasile, fin qui, non mi è piaciuto. Ha però palesato grossi attributi, virtù che può risultare decisiva. Ancelotti se la vedrà contro una Norvegia forte, molto forte, e che può mettere a dura prova i sudamericani. L’infortunio di Wesley ha complicato parecchio le cose.
Sulla prestazione di Manu Koné dico che ieri, al contrario di quanto fatto con la Roma, ha mostrato una discreta dote nelle conclusioni. La valutazione sulla gara fatta dal classe 2001 non è semplice, dal momento che è stata contraddistinta esclusivamente dalla fase offensiva. Rispetto a Tchouamenì, però, il giocatore della Roma trova più insidie nel far partire la manovra dal basso.
I giallorossi, a centrocampo, sono coperti a prescindere da Koné. Se penso alle uscite, credo che il francese sia più sostituibile rispetto a Svilar e Wesley”.
