Intervenuto ai microfoni dei 90.9 FM di Manà Manà Sport Roma, Paolo Rongoni, attuale preparatore dell’Algeria ed ex membro dello staff giallorosso ai tempi di Rudi Garcia (con 142 presenze), ha raccontato e ricordato la sua esperienza nella Capitale e il legame rimasto con l’ambiente giallorosso.
L’esperienza alla Roma
Rongoni ha sottolineato l’importanza dell’empatia all’interno di un gruppo squadra: “Quando arrivi in qualsiasi squadra, l’empatia è fondamentale. Nel club devono riconoscerti leadership e capacità di conoscenza. A Roma io l’avevo: con l’allenatore e con i ragazzi è scattato il feeling. Ho un buon rapporto con tutti gli ex giocatori, e quei rapporti restano. Non è facile mantenerli, ma bisogna diffidare di ciò che si dice fuori: la verità sta nello spogliatoio. Non puoi durare se non riesci a instaurare un feeling”.
Il ricordo della città e dei tifosi
“Roma è stata bellissima, è speciale e ho tanti bei ricordi. Continuo a seguirla e farò sempre il tifo. È stata un’esperienza formativa: quando passi da Roma sei ‘vaccinato’ per affrontarne tante altre complicate. La pressione della piazza ha lati positivi e negativi: crea un’attenzione enorme a volte difficile da gestire. Roma è accogliente, è la città del popolo: senti la passione della gente. Questo calore ti dà uno stimolo enorme, ma può portare anche distrazioni.”
Le differenze tra gestione e strutture
Rongoni ha poi ricordato i cambiamenti vissuti nel club:
“Nell’epoca Pallotta era diverso. Le infrastrutture non erano all’altezza delle ambizioni del club. Quando sono tornato con la nuova gestione americana le cose erano cambiate. Con i Friedkin le strutture sono cresciute: palestra, spa, spazi di lavoro di livello europeo, sicuramente più all’altezza delle ambizioni correnti”.
Il lavoro con Gasperini
Parlando del lavoro tecnico e preparatorio di Gian Piero Gasperini e del suo staff, Rongoni ha spiegato: “Non ho assistito direttamente alle sue preparazioni, ma lavora da anni con un sistema consolidato. Le sue squadre sviluppano una grande mole di gioco e hanno bisogno di qualità fisiche importanti per affrontarla. Già ai tempi dell’Atalanta si vedeva bene questo lavoro : tutti correvano tantissimo, più degli avversari, e questo fa la differenza, si notava benissimo il volume alto della partita. Per il suo attuale percorso alla Roma gli auguro il meglio, e di arrivare più lontano possibile in Champions, sono emozioni indimenticabili”.
Il ricordo più bello: le notti europee
“Il mio ricordo più bello sono le notti europee. Arrivare fino in fondo in queste competizioni è un’emozione unica, è come vivere un Mondiale. A me non manca la domenica, ma il mercoledì e il giovedì d’Europa”.
