(Corriere dello Sport – Giorgio Marota) “Restiamo tutti”, si sono detti Dybala, Pellegrini, Celik, Mancini, Cristante, Koné e tutti gli altri dopo la notte magica di Verona. Quell’Europa conquistata sul campo con una rimonta incredibile, vorrebbero tutti giocarla insieme, i calciatori in scadenza e quelli destinati a diventare delle facili plusvalenze.
Tutto bellissimo nelle intenzioni ma il mondo del lavoro è fatto da contratti e al 3 di luglio Dybala, Pellegrini e Celik risultano svincolati. Oltre questi tre ce ne sono altri due totem della squadra con un futuro incerto: Mancini e Cristante con il primo che si aspettava tempistiche differenti e il timore di molti è che la trattativa si sia raffreddata per una serie di ragioni.
La Roma ha avuto altre priorità e l’argomento Mancini, come quello legato a Cristante, è finito in coda. C’è ancora un anno di contratto davanti: è poco per chi ragiona su una programmazione pluriennale, deve invece sembrare abbastanza a un club che ha deciso di dare un taglio netto ai costi e non può che ragionare sull’attualità stringente.
