Il tormentone legato alla scadenza del Fair Play Finanziario e ai vincoli del Settlement Agreement continua ad essere un punto centrale dell’estate romanista. Al centro del dibattito c’è il presunto slittamento dei termini per la registrazione delle plusvalenze, una situazione fluida che vede posizioni ancora distanti tra l’ottimismo di alcune indiscrezioni e la prudenza della diplomazia.
Nelle ultime ore si sono rincorse con insistenza voci relative a una presunta flessibilità eccezionale da parte di Nyon, che concederebbe ai club sotto osservazione una finestra extra fino al 31 luglio per contabilizzare le cessioni nel bilancio appena concluso.
Tuttavia, secondo quanto raccolto direttamente dalla nostra redazione sul fronte societario, l’ambiente giallorosso preferisce mantenere i piedi di piombo. Fonti qualificate interne alla Roma fanno infatti sapere che i primi contatti informali avviati con l’UEFA restituiscono un quadro decisamente più cauto: l’allungamento dei termini al momento viene catalogato come una mera idea di lavoro a livello embrionale, e non si è ancora tradotto in nulla di operativo. Ad oggi, non si è tenuta alcuna riunione ufficiale tra le parti per formalizzare il provvedimento. La conferma dell’esistenza di questo dossier arriva però dalla stessa Svizzera. I vertici della UEFA stanno effettivamente studiando la fattibilità della misura per andare incontro alle esigenze dei club, ma l’iter è ancora in una fase di valutazione tecnica.
