( CORRIERE DELLO SPORT – Jacopo Alipandri) C’è chi il derby lo ha dovuto rincorrere per mesi, osservandolo soltanto da lontano. Stavolta però Wesley non vuole restare spettatore.
Vuole prendersi la Roma, la sua gente e soprattutto la sua prima stracittadina. Perché nel derby d’andata il brasiliano non c’era: problemi intestinali, forfait improvviso, facce sorprese e tanta amarezza. Una serata vissuta ai margini, con la sensazione di essersi perso qualcosa di enorme.
Adesso invece è tutta un’altra storia. Wesley arriva alla sfida con la Lazio da protagonista assoluto della stagione romanista(…) cinque gol e due assist al primo anno in Italia non sono dettagli per un esterno a tutta fascia. (…) Il paragone con Dimarco è prematuro, ma dietro l’interista, nel ruolo, c’è proprio lui. E Gasperini lo ha capito immediatamente. Wesley non è soltanto un’alternativa, non è una scommessa riuscita o una piacevole sorpresa: è diventato un pilastro. Esiste una Roma con Wesley ed esiste una Roma senza Wesley(…).
Sulla fascia sinistra il brasiliano ha portato corsa, aggressività, qualità e quella feroce continuità (…) che il tecnico pretende quasi ossessivamente. L’aspetto più sorprendente, poi, è un altro: Wesley quella corsia mancina non l’aveva mai interpretata in carriera. Eppure l’adattamento è stato immediato, naturale, quasi feroce. Non ha mai tremato, non ha mai dato l’impressione di essere fuori posto(…) Senza Angeliño, è stato lui la rivelazione capace di cambiare ritmo e volto alla squadra.
Ora arriva l’esame che a Roma pesa più di ogni altro. Il derby non guarda carta d’identità, statistiche o rendimento stagionale. Il derby pretende carattere. E i tifosi giallorossi da Wesley si aspettano proprio questo(…).
La preconvocazione arrivata da Ancelotti per il Mondiale con il Brasile rappresenta una spinta ulteriore, una scarica di fiducia che certifica la crescita impressionante del ragazzo. Wesley sente di vivere settimane decisive della sua carriera e vuole continuare a stupire.
