L’insostenibile leggerezza del pedalino

Photo Credit: fotogramma DAZN

Pubblicato il:   5 Maggio 2026

A Gary Hart, favorito assoluto per la nomination democratica alla presidenza degli Stati Uniti nel 1988, bastò sfoggiare una brutta maglietta, prima ancora che una modella seduta in grembo: uno scatto e via, fine ingloriosa di una promettente carriera politica.

Nello stesso anno, un’altra foto, che lo immortalava a bordo di un carrarmato e con un ridondante casco militare in testa, costò al rivale democratico di Hart, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis, la cocente sconfitta elettorale contro George H.W. Bush.

Bene. Non è dato sapere se Corbin Friedkin si candiderà mai alla presidenza degli Stati Uniti, dove peraltro – Trump docet – tutto pare possibile. Di certo, che voglia provare a scalare la Casa Bianca o più semplicemente il vertice di un club di calcio più importante dell’Association Sportive de Cannes, il più giovane degli eredi di Dan Friedkin farà bene a curare con maggiore attenzione la sua percezione pubblica, e anche il proprio look. Perché, come dimostrano le storie di Hart, di Dukakis e di mille altre celebrità, basta spesso un singolo scatto, magari catturato per errore o in un momento di assoluta banalità, a ribaltare l’immagine ufficiale di un personaggio, distruggendo carriere decennali o bruciandone di appena abbozzate.

Il dettaglio colto dalle telecamere di Sky nella notte di Roma-Fiorentina è di quelli imbarazzanti, proprio nella sua mediocrità. Il flash di un istante, il pugno negli occhi di una sorpresa incresciosa: sotto al pantalone blue scuro di Friedkin junior, seduto con aria compunta nella tribuna d’onore dell’Olimpico, è sbucato a tradimento l’abominio di un calzino tristemente corto, per di più di colore azzurrino. E per esagerare, visto che agli americani piace fare le cose in grande, Corbin aveva pensato bene di infilare ai piedi già esteticamente offesi dal pedalino tonalità-Capri un’inquietante scarpa di cuoio giallo. Un raro trionfo del kitsch, salutato involontariamente dal messaggio della Curva Nord: “E’ ora che vi si dica: siete la peggior proprietà della nostra vita. Friedkin out”. 

Il durissimo striscione, si sa, esprimeva disgusto per la gestione della Roma da parte dei signori di San Diego (i Friedkin sono californiani, non texani come spesso vengono etichettati), ma in fondo calzava a pennello anche in riferimento allo strampalato look di Corbin: in effetti mai un dirigente della Roma, da Ciarrapico detto il Ciarra in giù, si era mai spinto a tanto. Perché senza scomodare Lord Brummell, che sosteneva che l’eleganza è nei dettagli, basterebbe pensare a Valentino, che spiegava come l’unico posto in cui sono ammessi i calzini corti è la palestra. 

Ecco: ai tifosi della Roma molto più di come si veste Corbin interessa naturalmente sapere chi sarà il nuovo ds, su quali rinforzi potrà contare Gasperini tra pochi mesi, se finirà prima o poi la trappola del settlement agreement con l’Uefa, magari pure se, prima ancora dello stadio di Pietralata, a Trigoria sorgerà una parvenza di società. Ma l’erede che Dan, sempre troppo impegnato per perdere tempo dalle nostre parti, ha spedito a curare gli interessi del club per cui ha speso (male) 1,2 billions farà meglio, nel frattempo, a farsi un giro in città. Per un paio di pedalini decenti (blue scuro e lunghi, please) non occorre arrivare a via Condotti. Può andar bene anche una modesta merceria: Corbin non faticherà a trovarla, pure senza autisti, guide e guardie del corpo. Basterà che cerchi qualcosa che somigli a come papà Dan ha organizzato la Roma.

Categorie:   Editoriali

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