Marinozzi (DAZN): “Con i Friedkin sono cambiate troppe teste. Corsa Champions? Dico Juve”

Photo Credit: Fotogramma canale Youtube Andrea Marinozzi

Pubblicato il:   26 Aprile 2026

Alle 12:00, durante la trasmissione condotta da Alessandro Santoro e Matteo Cirulli, è ospite Andrea Marinozzi di DAZN. Ecco le sue parole.

Gasperini particolarmente attento ai cartellini gialli…

“Sì, se l’è presa anche con Mancini. Voleva riportare la calma ed è stato molto attento senza venir meno l’intensità. Ha cercato di bilanciare questo aspetto”.

Non avevamo visto questa intensità nelle ultime uscite…

“Me l’aspettavo per il tipo di partita, siamo al quarto atto della sfida Roma-Bologna in questa stagione. L’intensità dei giallorossi è stata superiore a quella degli emiliani. La Roma però ha un obiettivo, il Bologna no. L’intensità spesso è molto amica dello stimolo”.

Il primo controllo di Malen fa tutta la differenza del mondo sul primo gol…

“La cosa che mi piace di più è la profondità. Senza di lui la Roma non ne aveva. Ha la capacità di guardarsi intorno prima di ricevere palla e avere la giocata in testa: già sa quello che deve fare. Ha caratteristiche uniche”.

Malen sfrutta una prova non incisiva di Lucumì…

“Era il centrale della difesa a tre che però quando impostava diventava il centrale del centrocampo. Ha avuto dei problemi anche di distanze con Malen. La partita ha vissuto di duelli individuali e Lucumì ha avuto difficoltà”.

Restando sui singoli, El Aynaoui ottima prestazione: che parere hai sul giocatore?

“A me piace e secondo me ha caratteristiche giuste per il nostro campionato. Il gol di ieri è un suo gol. Centrocampista completo che fa tutto abbastanza bene. Aveva bisogno di inserirsi. Ieri ho avuto la percezione di un cambio totale dopo l’assist a Malen. La Coppa d’Africa non è stato un dettaglio ma lui è un centrocampista di valore; ha pagato inoltre la crescita di Pisilli”.

Hai detto che fa tutto abbastanza bene: c’è qualcuno che fa qualcosa di straordinario?

“Koné. Ha dei difetti ma vince tanti duelli sia difensivi che offensivi. Il centrocampo è in crescita e tolto Cristante gli altri sono in evoluzione”.

Ieri Italiano ha schierato una difesa a tre: allargando il discorso, questo è un problema anche per il calcio italiano? Anche la Nazionale si è adattata a una difesa a tre…

“La prima distinzione è nel modulo: il 3-5-2 ha grosse difficoltà offensive ed è più complesso. Spero un giorno si possa arrivare a pensare: “Come posso creare problemi all’avversario?” Un discorso che fa Fabregas”.

Ieri a Bologna qualche fischio c’è stato…

“Il clima era questo. La stagione è stata abbastanza anonima ma c’è poca memoria perché il Bologna ha vinto una Coppa Italia la scorsa stagione. Troppo frettolosamente pensiamo a cambiare allenatore. Ci vuole pazienza e dobbiamo lavorare nel tempo”.

Per quanto riguarda Ranieri, ti aspettavi una reazione diversa da parte della tifoseria della Roma?

“Non mi sono posto la domanda. Sono stupito dal comunicato, mi è sembrato freddo nei confronti di una figura come Ranieri. Non mi è piaciuto il tono utilizzato, si poteva aspettare ancora un po’. Mi è sembrato tutto poco elegante. Alla Roma con i Friedkin sono cambiate troppe teste: come fai a costruire se cambiano sempre le persone? C’è stato un cortocircuito anche a livello di obiettivi: l’obiettivo quarto posto se lo è messo Gasperini, non la società. Non so quale sia la strada migliore ma tutto questo era evitabile”.

Trevisani ha tirato fuori la notizia accostando Guardiola alla Nazionale…

“La vedo lontanissima ma Riccardo ci crede abbastanza. Sarei stupito dalla scelta di lasciare il City, non riposarsi e scegliere una Nazionale con un obiettivo molto distante. Gli lascerei scegliere quello che vuole. Tutto, dai pulcini alle giovanili, al settore dirigenziale. Tutto. Credo sia utopia”.

Pronostico su corsa Champions?

“Juve: ha superato gli snodi con Roma e Atalanta anche a livello mentale. Dico Juve”.

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