Linea Giallorossa è la rubrica quotidiana che vi tiene aggiornati su notizie e approfondimenti degli speaker di Manà Manà Sport Roma.
Dopo la rassegna stampa dei quotidiani a cura di Valerio Pantone, dalle 10:00 alle 14:00 ci tengono compagnia Gabriele Conflitti, Stefano Petrucci e Piero Torri. “Credo che il vero problema è la proprietà, che anche in questa situazione ha dimostrato l’assoluta inadeguatezza. Che deve succedere perché vengano a Roma?”, dice Torri. E poi: “Sono d’accordo sul fatto che non si potesse andare avanti in questa maniera”. “Gasperini vuole allenare ma si aspetta i dirigenti”, dice Petrucci. E sui dirigenti mancanti: “Credo che delle richieste le abbia già fatte. Anche sui calciatori”, dice Torri.
Alle 11:00 è ospite Matteo De Santis de La Stampa: “Bologna spensierato. La Roma deve far vedere che è una squadra viva. Partita complessa, curioso di vedere come rientrano Wesley e Dybala. Massara non si dimette e aspetta sia la proprietà a chiamarlo. Nel tempo è cambiato il modus operandi. Cosa succede ora? Non vorrei che per l’ennesima volta si perda del tempo”. E ancora: “Ora il consenso di Gasperini è molto alto”.
Alle ore 12:00 è ospite Marco Juric di Repubblica: “Non serviva questo nel momento clou della stagione. Ora si torni a parlare di campo. Serve almeno un altro dirigente, se non due. Non può essere l’allenatore a scegliere i dirigenti ma nella situazione della Roma, sono portato a dire: “speriamo lo scelga Gasperini”.
Alle 14 prendono posto in studio Peppe Lomonaco e Giulio Cerza con la loro consueta trasmissione pomeridiana.
Il primo ospite in collegamento è Paolo Assogna di Sky Sport, che commenta il momento della Roma: “Ora sta a Gasperini. Bisogna creare con lui una direzione sportiva che corrisponda alle sue esigenze. È stato sacrificato un personaggio molto amato a Roma, Gasperini adesso ha responsabilità enormi ma con la sua esperienza non avrà problemi a gestire la pressione”. Sulla situazione di Ricky Massara, aggiunge: “D’istinto voleva dare le dimissioni dopo l’addio di Ranieri, da uomo di fede qual è. Poi è stato convinto e ha cambiato idea.” Sul comunicato dei Friedkin relativo a Ranieri: “Quando decidono lo fanno in maniera molto brusca, senza una grande cifra stilistica.” Infine sulle voci che riguardano Cristiano Giuntoli : “Lui non smentisce, non ci sono stati contatti diretti con gli americani, ma secondo me verrebbe anche a piedi a Roma.”
Alle 15 prende il via il collegamento con il dinamico duo composto da Filippo Biafora e Riccardo Trevisani, che analizzano l’addio di Ranieri tra ricostruzioni e retroscena della vicenda. Biafora commenta così il comunicato della società: “Il comunicato è stato pesante da parte dei Friedkin, ma c’è un motivo: un’altra discussione alla luce dei fatti futuri, ovvero l’allontanamento. Quello che è avvenuto era la cosa giusta da fare per cambiare le cose. Da giovedì la società si è schierata con Gasperini.”
Risponde Trevisani, ricostruendo la dinamica delle dichiarazioni di Ranieri: “Ranieri fa quelle dichiarazioni prima di Roma-Pisa perché pensava, alla luce del dualismo presente già da qualche mese, ci fosse un 50 e 50 nella preferenza. Gli è scappata la frizione: l’intervista è stata un crescendo, una sorta di ruota libera con dichiarazioni sempre più pesanti. Dopo di ciò ha pensato di scatenare una reazione di Gasperini che però non è arrivata e quel 50 e 50 è diventato un 80 e 20 a favore di Gasperini, e la società ha poi scelto.” Biafora conclude con una considerazione più netta: “Un dirigente a cui scappa la frizione, per una società, non è affidabile.”
