(Corriere della Sera – Davide Stoppini) C’è lunedì e lunedì. C’è quello da odiare, come per Vasco Rossi. Quello che invece segna un inizio. Oppure quello dei confronti, prendi otto giorni fa in casa Roma. E poi c’è ieri: Gasperini e Ranieri a Trigoria.
Nessun contatto ma il territorio si marca, in ogni caso: vecchia regola da tenere sempre a mente. Come quella dei risultati, che a volte viene dimenticata.
Ecco alla Roma stanno mancando i risultati: eliminata dal Torino in Coppa Italia, eliminata dal Bologna in Europa League e oggi sesta in classifica a quota 58 punti che sono in linea con quanto fatto negli ultimi anni.
Sono solamente 2 le vittorie nelle ultime 9 gare e allargando l’obiettivo i giallorossi hanno ottenuto, nel girone di ritorno, gli stessi punti di Lazio, Fiorentina e Sassuolo, uno in meno del Genoa.
È da questo dato che deve ripartire la Roma del futuro; nei giudizi della proprietà conterà anche come sarà terminato questo campionato. Il quarto posto ormai è andato, ma la qualificazione all’Europa League è il traguardo minimo che il club non vuole fallire. Lo chiede la proprietà, a cominciare da sabato a Bologna dove Gasp riavrà Wesley e non Konè, con Dybala ancora in dubbio.
