Tre tiri, tre gol, tre scatti fulminei, tre dita alzate al cielo in segno di giubilo. Donny Malen si è calato nell’ambiente romanista con la stessa velocità utilizzata da Gasperini per inquadrarlo tatticamente.
Doveva ancora sbarcare a Roma quando Gasp gli disse che avrebbe fatto il centravanti e così ha scalato in un lampo la classifica dei marcatori di un campionato mai così povero di punte e si è ritrovato nel gotha delle leggende romaniste, tra i goleador in grado di iscriversi all’albo dei triplettisti come Pruzzo, Batistuta, Totti, Montella, Balbo e, prima ancora, miti del calibro di Da Costa, Manfredini, Amadei e Volk, solo per citarne alcuni.
Dalla tripletta di Ossonaich in un Roma-Cremonese del 1929 fino a quella di Dybala contro il Toro del febbraio 2024 c’erano state 68 marcature triple prima di quella dell’olandese con il Pisa.
Per capire l’eccezionalità della questione applicata ai giorni nostri, l’ultimo a segnare tre gol è stato Retegui con l’Atalanta a febbraio 2025. E in casa Roma, prima di Malen, c’erano riusciti soltanto 10 diversi calciatori negli ultimi 25 anni e appena 3 (Salah, Mkhitaryan e Dybala) dal 2016 in poi.
Lo scrive Giorgio Marota sul Corriere dello Sport.
