TIME OUT – Comunque vada, sarà un insuccesso

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   12 Aprile 2026

Comunque andrà, sarà un insuccesso. Perché la crisi in casa Roma aperta da Claudio Ranieri ufficialmente (ufficiosamente lo era da un pezzo) nel prepartita della sfida contro il Pisa, è di quelle senza ritorno. La frattura con Gasperini ora è di dominio pubblico, quei toni pacati auspicati dalla proprietà non più tardi di qualche settimana fa, sono stati azzerati, la situazione è da resa dei conti. E’ inutile girarci intorno, l’ultimatum del sor Claudio non consente in nessun modo di rifugiarsi in calcio d’angolo. O l’uno o l’altro. Che potrebbe concludersi anche con l’uscita di scena volontaria di uno dei due. Ma nella sostanza cambierebbe poco.

E a farne le spese sarebbe la Roma. Aspetto questo che ha infastidito non poco i tifosi che non hanno gradito quello che è successo venerdì scorso. Sono rimasti spiazzati dall’ennesimo pastrocchio societario, pastrocchio in cui la Roma ha fatto tutto da sola, facendosi del male all’inizio di un finale di stagione importantissimo sia dal punto di vista tecnico che economico. E ora che succede? Sono diversi gli scenari che si possono immaginare, anche se al momento attuale ce ne è uno assai più probabile di tutti gli altri. Proviamo ad analizzarli, allora, questi scenari che per l’ennesima volta potrebbero cambiare la struttura societaria del club.

Scenario numero uno: Ranieri se ne va. Oggi è l’ipotesi più probabile. Perché è quello che filtra dal poco che si sussurra a Trigoria. Perché c’è chi racconta che l’uscita del sor Claudio sia stata pensata e attuata proprio per uscire di scena volontariamente. Perché la proprietà (dove sta?) non ha gradito per nulla il profilo alto del senior advisor quando era stato consigliato l’esatto opposto. C’è da domandarsi come mai Ranieri, navigatissimo uomo di calcio che nella sua carriera tutto è stato meno che un alimentatore di polemiche, abbia deciso di esporsi in maniera così dura e irreversibile.

Le voci di dentro fanno sapere che negli ultimi tempi i rapporti esclusivi tra Gasperini e i Friedkin si fossero infittiti, cosa che a Ranieri avrebbe fatto venire il sospetto di essere scavalcato per il presente e il futuro (“Se non sarò ascoltato, me ne andrò” aveva detto venerdì scorso). E allora, di fronte all’ennesima punzecchiata del Gasp alla dirigenza in conferenza stampa, il senior advisor avrebbe deciso di esporsi in prima persona e presentare il suo punto di vista (e ci sarebbe ancora molto da dire), pur nella consapevolezza di firmare il suo addio alla Roma. Addio che sarebbe volontario.

Scenario numero due: se ne va Gasperini. Il tecnico è legato alla Roma con altri due anni di contratto a cinque milioni netti (più bonus). La somma, al lordo, fa venti milioni. Non è un elemento secondario, anche se non decisivo. Il Gasp per quello che sappiamo è ancora intenzionato a vincere la sua sfida romanista. Ha incassato con apparente serenità quell’accusa di essere stato la quarta scelta, scegliendo quel profilo basso che tanto piace alla proprietà, profilo basso che peraltro non gli appartiene.

Di fronte però a una società che dovesse mettergli dei paletti davanti, il tecnico potrebbe decidere (difficile) di lasciare. Radio mercato parla di un interessamento del Napoli in caso di addio (possibile) di Conte in direzione panchina azzurra. Anche se a noi fa nascere qualche dubbio di convivenza l’idea di un rapporto tra De Laurentiis e il Gasp. Dopo Conte, il patron del Napoli davvero si prenderebbe un altro brontolonte come l’ex tecnico dell’Atalanta?

Scenario numero tre: se ne vanno tutti e due. Al momento è il futuro meno possibile. Anche perché per la Roma vorrebbe dire dover ricominciare tutto dall’inizio, buttando l’ennesima stagione di costruzione al cesso. Non sarebbe la prima volta, ma per il bene prioritario che è, appunto, la Roma, ci auguriamo che questo non avvenga. Anche se con i Friedkin non bisogna mai dare nulla per scontato. La proprietà fin qui si è fatta notare soprattutto per una prolungata assenza. Ora sarebbe il caso che cominciasse a farsi sentire. Se non altro per difendere un investimento da oltre un miliardo di euro.

Categorie:   Editoriali
Tags:   Time Out

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