Vittoria in scioltezza della Roma con il Pisa grazie alla tripletta di Malen, che mette così pressione alle avversarie per la zona di Champions. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci.
Svilar 7
Rieccoci, Mile. Un grande riflesso su Tramoni (17’), sbucato in mezzo alla difesa-gruyère della Roma sull’assist di Moreo da destra, poi l’ipnosi imposta a Hojolt (che ci mette del suo) a sbarrare il corridoio spalancato sempre in quel reparto da tempo ballerino e infine la saracinesca abbassata anche in faccia a Durosimni. Bene così, serviva finalmente un clean sheet, dopo troppe batoste.
Ghilardi 6,5
Si fa bruciare da Tramoni (ci mette una pezza Svilar) nell’unico lampo offensivo del Pisa nel primo tempo, ma di lì in poi s’arrampica con coraggio e autorevolezza sui rami di un match meno facile di quanto racconti il punteggio finale.
N’Dicka 6
Può tirare un po’ il fiato, a cinque giorni dagli orrori di San Siro. Perché è più concentrato, e soprattutto perché Moreo, Tramoni e Durosimni non valgono esattamente Lautaro e Thuram.
Hermoso 6
Chiusure più decise di quelle (non) garantite contro l’Inter, e ci mancherebbe non fosse così, senza mai fornire una sensazione di solidità assoluta. Cresce per fortuna alla distanza, alzando il muro sull’out frequentato a turno da Leris, Touré e Moreo.
Celik 6
Prova a liberare la corsa sull’out destro, in costante confronto col dirimpettaio cavallone (Angori). Esiti francamente intermittenti, specie quando ci sarebbe da garantire un sostegno più brioso alla manovra offensiva, come Gasp invoca sgolandosi.
ANGELINO s.v. (per Celik dal 78’)
Entra a giochi fatti a godersi gli applausi che spengono i fischi riservati al collega turco.
Cristante 6
I fischi rimediati alla lettura delle formazioni introducono la sua ordinata partita da metronomo mai mediocre ma spesso monocorde, specie in questa fase di forma non dirompente. Non sarà il regista dei sogni, ma un professionista impeccabile sicuramente sì. Fermo restando il sacrosanto diritto dei tifosi di contestare, giocare in quel clima non è semplice.
Pisilli 6
Corre come sempre per sé e per gli altri, non proprio con la lucidità dei giorni migliori. Ma può ritrovare anche quella, speriamo col resto della squadra, in questo finale già complicato che qualcuno sta pure cercando di avvelenare.
Rensch 6
L’applicazione non gli fa difetto, altre cose sì. Una capocciata di Touré lo mette kappaò un minuto dopo il gol di Malen. Per fortuna si riprende. Il tedescone nero mena, Leris si agita come dentro a un frullatore, l’olandese tiene botta sulla corsia meno amata. E partecipa al raddoppio del connazionale, a chiusura dei primi 45, toccando all’indietro il pallone buono per Malen, nel flipper innescato davanti a Semper.
Venturino s.v. (per Rensch dall’85’)
Soulé 6,5
Viene cercato praticamente mai in spazi che già il Pisa non concede alla manovra slegata di Cristante e soci, nel farraginoso primo tempo illuminato solo dai fulmini di Malen. Costretto a partire da fermo, confeziona nel finale un paio di slalom che ci ricordano quanto sia mancato il suo talento. È in fondo l’anticipo dell’assist-rasoiata obliqua che consegnerà a Malen lo splendido pallone per il 3-0. Dopo poco più di un’ora, Gasp lo risparmia.
El Aynaoui (per Soulé 64′)
Contribuisce a rinforzare l’argine di fronte ai confusi attacchi finali del Pisa. Lo scarso utilizzo, la convinzione di non essere stimatissimo e forse anche un carattere non proprio dirompente sembrano portarlo da un po’ a confezionare compitini, assai più che le giocate che, ne siamo certi, avrebbe nelle corde.
Pellegrini 6,5
Incrina il sette alla sinistra di Semper con una punizione spettacolare, poi allunga troppo i muscoli e si arrende, finendo ad arricchire l’affollatissima infermeria romanista In mezzo, regala una prova di onesta buona volontà, in costante appoggio difensivo a Rensch, impreziosita dalla grande esecuzione di cui sopra e dalla non irrilevante partecipazione al 2-0.
El Shaarawy (per Pellegrini dal 46′)
Si impegna nei ripiegamenti, come fa sempre con generosità, e cerca anche giocate di qualità in attacco, senza la fortuna che meriterebbe.
Malen 9
La media è ormai quella di Bati, e potremmo chiuderla qui. A lui di certo sono bastati novanta secondi per mettersi in proprio, come gli capita fin troppo spesso, e avviare una serata fantastica. Un buco di Caracciolo su morbido lancio di Ndicka, lo scatto imperioso, il destro a giro a scacciare le streghe appollaiate in cima a monte Mario. Almeno a provarci, perché fino al bis dell’Olandese Segnante la Roma non pare propriamente devastante. Ma per fortuna c’è Donyell. Che dopo il 2-0 si regala, e regala, anche la prima tripletta italiana con un destro chirurgico e anticipatissimo, da calcetto, sulla perfetta imbucata diagonale di Soulé. E così sono 10, in dodici partite.
VAZ s.v. (per Malen dal 77’)
Fa respirare il bomber, andando a fare sportellate con i lunghi (e lenti) difensori di Hiljemark.
GASPERINI 7
Messo all’indice con raro tempismo da Ranieri a pochi minuti dall’inizio del match da vincere ad ogni costo (per la serie i panni sporchi si lavano a Sky), fa comunque il suo, raccogliendo i cocci di San Siro e centrando l’obiettivo che mantiene la Roma in quota e prolunga il sogno-Champions. A fuochi spenti, tiene i nervi a bada, preferendo l’ironia alla replica all’ex amico-consigliere dei Friedkin. Ma il faccia a faccia è solo rinviato.
ARBITRO: FELICIANI 6,5
Il match non è difficilissimo, almeno per lui. Ma il fischietto di Teramo ha il pregio di non rovinarlo. E non è poco, considerando quello che si vede in giro.
