Calcio a Pasqua: storia, polemiche e tutte le partite della Roma dalla Serie A al 1930

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   6 Aprile 2026

Brunori Sas, nel 2009, cantava: “Il calcio è la sola religione che ho intorno”.

In un mondo che corre sempre più veloce, che sembra non avere più tempo né voglia per i riti, questa frase oggi suona ancora più attuale. Soprattutto se parliamo dello sport che amiamo.

In Italia il dibattito c’è sempre stato: si può giocare durante le feste? Perché sì, siamo uno Stato laico, ma siamo anche il Paese che ospita il cuore della religione cattolica. E allora il dubbio resta.

Il problema è che il calcio non si ferma mai. Il calendario è sempre più fitto, quasi affamato: rincorre tutto, dal Mondiale per club alla Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Messico e Canada. E allora la domanda diventa inevitabile: come si fa?

La risposta, ormai, è semplice: si gioca a Pasqua.

Serie A a Pasqua: il ritorno dopo 47 anni

Quest’anno sarà la 31ª giornata di Serie A a prendersi la scena: Inter-Roma chiuderà la domenica di Pasqua, mentre Napoli-Milan si giocherà nel lunedì dell’Angelo.

Si tratta del secondo anno consecutivo con partite nel periodo pasquale. Il turno del 2025, il 33°, ha infatti interrotto un digiuno lungo 47 anni, fatta eccezione per due episodi isolati: 2004 e 2009.

Un dettaglio rende tutto ancora più significativo: lo scorso anno, proprio a Pasquetta, arrivò la notizia della morte di Papa Francesco, evento che costrinse la Lega Serie A a rinviare le gare. Un cortocircuito evidente tra sacro e profano.

Prima del 1978, giocare a Pasqua era normale. Dal 1979, invece, l’Associazione Calciatori ottenne lo spostamento al sabato, segnando una differenza rispetto agli altri campionati europei.

Le polemiche: i casi del 2004 e 2009

Perugia-Inter 2004: lo scontro con la Chiesa

L’11 aprile 2004 si gioca Perugia-Inter a Pasqua. Finisce 2-3, ma il risultato passa in secondo piano.

Fuori dal campo scoppia il caso: tensioni tra Vaticano e Conferenza Episcopale Italiana. Umbria Radio, emittente dell’Arcidiocesi, si rifiuta di trasmettere la radiocronaca.

Arrivano parole durissime:
“Il dio pallone ha il sopravvento su qualsiasi festa religiosa – affermò il cardinale Ennio Antonelli, Vescovo di Perugia – Per un appartenente alla polizia di stato di religione cattolica non è possibile santificare la pasqua con la propria famiglia”.

Reggina-Udinese 2009: nuova protesta della CEI

Cinque anni dopo, nel 2009, il copione si ripete con Reggina-Udinese, disputata per esigenze legate alla Coppa UEFA.

Anche in questo caso interviene la CEI:
“Giocare a Pasqua distrae la gente da quelli che sono i doveri del buon cristiano – disse Monsignor Giorgio Constantino – Non è giusto che il giorno di pasqua si giochi una partita mentre il mondo cristiano ricorda in modo particolare la resurrezione di cristo”.

Parole che fotografano perfettamente il clima dell’epoca.

Roma-Vicenza 1978: l’ultima Pasqua prima dello stop

Per capire la storia bisogna tornare al 26 marzo 1978.

All’Olimpico si gioca Roma-Vicenza, 24ª giornata. I giallorossi, guidati da Giagnoni, scendono in campo con Paolo Conti, Peccenini, Menichini, Boni, Santarini, Maggiora, Conti, Di Bartolomei, Musiello, De Sisti e Casaroli.

Di fronte, un Vicenza sorprendente, trascinato da Paolo Rossi, futuro capocannoniere con 24 reti.

La partita finisce in pareggio, ma il risultato pesa: l’autogol di Prestanti al 78’ rallenta la corsa del Vicenza, favorendo la Juventus.

Le cronache dell’epoca raccontano così la sfida:

“Roma e Lanerossi fornirono uno spettacolo calcistico di prim’ordine nella gara di andata terminata con il punteggio di 4-3. All’Olimpico, le due squadre, pur non toccando i vertici di quella fortunata giornata, hanno entusiasmato i 40mila tifosi che nonostante la festività pasquale sono accorsi allo stadio romano. Il Lanerossi ha infilato un altro anello alla lunga catena che gli ha consentito di fregiarsi del titolo di squadra rivelazione. I meriti della compagine di Fabbri aumentano notevolmente se si considera che la Roma ha disputato una delle sue migliori partite della stagione. È stato proprio di fronte alle difficoltà che i vicentini hanno potuto sfoderare il loro repertorio sfruttando le ben note caratteristiche di “squadra all’olandese”. Fra i giallorossi si è notata una certa soddisfazione per lo scampato pericolo, ma hanno pure tenuto a sottolineare, con Giagnoni in testa, che la partita si poteva vincere ma… anche perdere. È vero, i veneti, infatti, pur sfiorando il bersaglio del raddoppio, dopo essere andati in vantaggio all’11’ con un’autorete di Di Bartolomei, ad un quarto d’ora dalla fine (dopo che i giallorossi avevano pareggiato con un altro autogol siglato da Prestanti) sono stati letteralmente salvati da due strepitose parate di Galli, su tiri di Scarnecchia e Bruno Conti scaglia a colpo sicuro da non più di tre metri di distanza. Nel complesso il risultato di parità è sembrato la conclusione più legittima. Le squadre avevano offerto emozioni a ripetizioni in parti uguali. Ad una Roma più aggressiva, ma poco incisiva in attacco, il Lanerossi aveva replicato con le sue improvvise sfuriate in contropiede”.

Inter-Roma 1973: il pareggio e il pallone “rubato”

Un’altra Pasqua incrocia Roma e Inter: è il 22 aprile 1973, a San Siro.

Una Roma in difficoltà strappa uno 0-0, risultato già previsto dai giornali:

“Roma incompleta a San Siro per strappare un pari”

Ma il match diventa memorabile per un episodio unico: a quattro minuti dalla fine, un tifoso trattiene il pallone finito in tribuna, rifiutandosi di restituirlo. La partita viene sospesa e riprende con un pallone di riserva.

Le cronache raccontano:

“La Roma ha conquistato un punto molto importante per la salvezza. È uscita imbattuta da San Siro grazie a una grande parata di Ginulfi su colpo di testa di Boninsegna e alla mediocre prestazione dell’Inter. Il «derby» delle squadre di Helenio Herrera si è concluso a reti inviolate tra i fischi del pubblico. A quattro minuti dal termine uno spettatore si è impossessato del pallone, finito sulle gradinate, rifiutandosi di rispedirlo in campo. Con il suo gesto ha voluto protestare per lo squallido spettacolo, per il non gioco dell’Inter e ottenere una specie di risarcimento danni per la spesa del biglietto. Il pubblico ha sottolineato la singolare contestazione con un applauso, e il presidente dell’inter Fraizzoli, negli spogliatoi ha detto che, al posto di quel tifoso, si sarebbe comportato allo stesso modo. Per poter concludere l’incontro l’arbitro ha fatto ricorso al pallone di riserva. Alla fine i romanisti si sono abbracciati esultanti ma non è stata certo un’impresa strappare lo 0-0”.

Quella partita segna anche l’esordio di Agostino Di Bartolomei, un mese dopo quello di Francesco Rocca.

1930: la prima Pasqua della Roma e il 7-0 alla Pro Vercelli

Bisogna tornare ancora più indietro, al 20 aprile 1930, per trovare la prima Pasqua della Roma nel girone unico.

Al Campo Testaccio, i giallorossi travolgono la Pro Vercelli 7-0: segnano Chini, Volk (tripletta), Benatti, Fasanelli e Bernardini.

I giornali, alla vigilia, avevano previsto tutt’altro:

“La Roma avrà di fronte un avversario che giuoca col massimo impegno e che perciò è pericoloso quanto mai appunto perché esso bandisce tutte le sottigliezze tecniche che mentre possono costruire uno spettacolo piacevole perché accademico, sovente non portano alla vittoria. Un esame ai singoli reparti vercellesi confermerà come i giallorossi avranno dinanzi un avversario di valore e duro a morire”

Il giorno dopo, invece, si cerca quasi di ridimensionare il risultato:

“Dopo il primo punto umano, ma soprattutto nella ripresa, gli uomini di Ardizzone si sono in tutto disinteressati dell’incontro. Da ciò è venuto un punteggio tanto elevato. La Roma è in progresso: anche quest’anno il suo finale sarà pericoloso per molti. Tuttavia ieri, nonostante il largo bottino di goals, l’attacco mostrò con chiarezza che varie molle non funzionano bene. I maggiori appunti convergono ancora su Vilk che gioca con volontà ammirevole ma è palesemente stanco. Il solo Bernardini è in piena forma e sbalordisce con la varietà dei suoi spunti, mentre Chini lo coadiuva con tutta la sua classe. La seconda linea romana tira a pieno regime. I terzini risentono la mancanza di Barzan: tuttavia Mattei ha ancora molte corde al suo arco”.

Numeri e curiosità: tutte le Pasque della Roma

Sono 43 le partite giocate dalla Roma nel giorno di Pasqua, con 18 vittorie.

Tra gli episodi più curiosi:

  • Nel 1936, vittoria contro la Sampierdarenese in otto contro undici, con Evaristo Frisoni in campo con il braccio fasciato.
  • Il derby del 1954 (Lazio-Roma 1-2), segnato da polemiche e tensioni, definito dai giornali una vera “corrida

Calcio e Pasqua: una convivenza possibile?

Alla fine, la domanda resta: Pasqua e calcio possono convivere?

La storia dice di sì.
Le polemiche… anche.

Forse è proprio questo il punto. Perché in Italia il calcio non è mai stato solo uno sport: è un rito collettivo, una tradizione che si tramanda.

Che sia Natale, Pasqua o un qualsiasi pomeriggio di provincia, poco cambia:
il pallone continua a rotolare.

E noi continuiamo a seguirlo.
Un po’ per passione, un po’ per fede.

E forse, alla fine, Brunori aveva ragione.

Categorie:   Senza categoria
Tags:   Pasqua

ALTRE NOTIZIE