Il calcio-rugby gasperiniano

Gasp ha portato metodologie del rugby nel calcio. Fisicità e seconde palle: ecco perché le sue squadre sono pronte

Photo Credit: Gino Mancini

Diego Sarti
Pubblicato il:   14 Marzo 2026

Il calcio cambia pelle continuamente. A volte quasi senza accorgersene. E chi lo osserva con attenzione se ne rende conto prima degli altri. C’è chi parla di un calcio sempre più europeo, maschio, fatto di duelli individuali, seconde palle e palloni alti alla ricerca dell’episodio. Altri lo definiscono più semplicemente un calcio “rustico”. In ogni caso, qualcosa è cambiato. Quel palleggio lungo e ragionato che per anni ha rappresentato il modello dominante – il calcio guardiolano per intenderci – oggi si vede molto meno. Persino nelle squadre di Pep Guardiola.

La direzione sembra essere un’altra: più pressione, più ritmo, più fisicità. E in questa trasformazione c’è un allenatore che, più di altri, ha anticipato i tempi: Gian Piero Gasperini. La partita tra Bologna e Roma è stata l’ennesima dimostrazione di questa tendenza. Una gara povera di tecnicismi e lampi individuali, ma ricca di duelli fisici, recuperi e seconde palle. Un contesto che favorisce alcuni giocatori (come Bryan Cristante, Donyell Malen e Evan Ndicka) e che inevitabilmente penalizza profili più tecnici e leggeri come Bryan Zaragoza. Gasperini questo calcio lo conosce bene. Anzi, per certi versi ne è stato uno dei precursori.

Dal laboratorio Juventus all’esperimento Atalanta

La sua idea di calcio nasce lontano dai riflettori. Nelle giovanili della Juventus, dove Gasperini resta per nove anni. Un periodo lungo, formativo, in cui affina il suo metodo: gestione del gruppo, lavoro sui dettagli, capacità di individuare talenti ancora grezzi.

Il primo grande banco di prova arriva poi sulla panchina del Crotone. Anche lì sperimenta, prova, studia. Il suo calcio comincia a prendere forma: diretto, aggressivo, verticale.

A notarlo è il Genoa, dove Gasperini rimane quattro anni portando la squadra fino ai palcoscenici europei. È lì che si intravedono per la prima volta i tratti distintivi del suo laboratorio calcistico: intensità, duelli a tutto campo, costruzione rapida e continua ricerca della superiorità fisica.

Dopo la breve parentesi all’Inter – probabilmente l’unica vera stonatura della sua carriera – Gasperini riparte da esperienze come quelle con Palermo e nuovamente con il Genoa, preparando inconsapevolmente il terreno per il progetto che lo consacrerà. Quello con l’Atalanta.

A Bergamo il suo calcio diventa un marchio di fabbrica. Una squadra abituata a correre più degli altri, pressare più degli altri e trasformare ogni partita in una battaglia atletica e tattica. Un progetto che, nel tempo, porterà il club dalle zone basse della Serie A fino a vincere l’Europa League, certificando il successo di un’idea nata anni prima.

Il calcio di Gasp… con un pizzico di rugby

Il segreto non è solo tattico. È anche metodologico. Gli allenamenti di Gasperini sono da sempre considerati tra i più intensi del panorama calcistico italiano. Sedute lunghe, ritmi altissimi, esercitazioni pensate per replicare in allenamento le condizioni di pressione della partita.

E qui entra in gioco un dettaglio curioso.

Gasperini è da sempre appassionato di rugby. Nei primi anni dell’esperienza atalantina ha assistito a diversi allenamenti di squadre di rugby, prendendo spunti su movimenti, esercizi e dinamiche di pressione collettiva. Alcune di quelle idee sono state poi adattate al calcio. Il risultato è un gioco estremamente fisico, basato su recupero immediato della palla, aggressività sulle seconde palle e continui duelli individuali.

Non a caso, nel post partita di Bologna-Roma, lo stesso Gasperini ha spiegato così la partita: “Ormai le seconde palle sono determinanti. La pressione ti costringe spesso a giocare lungo, altrimenti i rischi sono troppi. Si finisce per giocare questo calcio quasi da rugby”.

Una definizione che racconta bene la direzione presa dal calcio moderno. Anche se, secondo lo stesso Gasperini, potrebbe trattarsi solo di una fase stagionale: “Appena cambierà il clima e le condizioni fisiche miglioreranno, si tornerà a vedere un calcio più palleggiato”. Nel frattempo, però, le sue squadre sono già pronte. Perché se il calcio cambia continuamente, Gasperini ha sempre avuto una qualità: arrivarci qualche passo prima degli altri.

Categorie:   Approfondimenti
Tags:   Gasperini

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