Time Out – Sono un puzzone romanista

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   9 Marzo 2026

Sono un puzzone romanista. E me ne vanto. Di quelli che il gol di Turone era bono. Di quelli che sulla pelle hanno decine di cicatrici conseguenze di omicidi arbitrali che hanno contrassegnato la storia della nostra Roma. Di quelli che continuano a sognare che alla nostra squadra venga dato il suo, né più né meno di quello che succede in campo, anche a fronte di una realtà che continua a sbattermi in faccia il contrario. Così come è successo a Marassi in una partita in cui la squadra di Gasperini ha incassato la nona sconfitta in campionato, numero che rimane comunque esagerato e sul quale si deve riflettere.

Con questo non voglio ridimensionare gli errori di squadra, in panchina e in campo, che si sono visti contro il Genoa, per giustificare una sconfitta sanguinosa che ha rimesso in forte dubbio quella qualificazione alla Champions League che da troppi anni manca a Trigoria. Non ho capito, per esempio, il perché Pellegrini continui a essere un titolare inamovibile di una Roma che là davanti vede Malen sempre più solo in conseguenza di un’infermeria da tutto esaurito con gli attaccanti. Non ho capito perché, con la squalifica di Wesley, il Gasp abbia deciso di tenere in panchina Ghilardi arretrando Celik e promuovendo Tsimikas esterno a sinistra. Non ho capito perché, almeno nel finale di partita, non si siano visti in campo El Shaarawy o Zaragoza che sulla carta d’identità hanno scritto attaccanti. Non ho capito perché abbia giocato titolare Venturino se poi lo stesso Gasp ci ha detto che in una partita fisica come è stata non era quella ideale per il ragazzo arrivato dal Genoa. Comincio a non capire come mai la solidità difensiva prerogativa di questa Roma, nelle ultime settimane si sia trasformata in un ricordo.

Non ho capito, insomma, un sacco di cose, ma questo non toglie che nel momento topico della stagione, con la Juventus che deve andare in Champions per diritto divino o, per dirla con le parole del presidente federale, bisogna difendere il brand, ora sono qui di nuovo a domandarmi il perché di alcune decisioni arbitrali a Marassi che, al netto di tutti gli errori della Roma, hanno impedito che la partita si concludesse con un risultato diverso da una sconfitta dolorosissima con cui dover fare i conti.

Sono un puzzone romanista se credo che il fallo laterale dal quale nasce il gol vittoria del Genoa, era della Roma? Sono un puzzone romanista se penso che il fallo su Ndicka in area poteva essere calcio di rigore? Sono un puzzone romanista se mi insospettisco se il Var (Mazzoleni sempre Mazzoleni) non richiama l’arbitro Colombo dopo il tiro di Koné respinto coscia-braccio sulla linea dell’area di rigore? Qualcuno dirà, legittimamente per carità, che sì, sono un puzzone romanista, ma tranquilli me ne faccio una ragione. Anche se il vero problema non è tanto puzzone o non puzzone, quanto il fatto che le risposte agli interrogativi, le conosco da tempo. Anzi, da sempre.

Categorie:   Editoriali

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