Miralem Pjanic è tornato a parlare del suo passato in giallorosso. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista bosniaco ha analizzato la lotta per un posto in Champions League, approfittando dell’occasione per ricordare con alcuni aneddoti i suoi anni vissuti nella Capitale.
Sul 3-3 tra Roma e Juventus:
«Gasperini sta facendo un gran lavoro a Roma, che impatto Malen. Ma l’altra sera la Juventus ha tirato fuori il suo Dna, lo spirito del “fino alla fine”. La corsa Champions è ancora lunga 11 gare: la Juventus si può qualificare».
Ripensando invece agli allenatori che lo hanno segnato maggiormente durante la carriera, l’ex centrocampista ha indicato due nomi su tutti:
«Luis Enrique per le idee, Allegri per la gestione».
Sugli specialisti delle punizioni:
«Sono cresciuto a Lione con Juninho Pernambucano, un vero fenomeno. E ho avuto il privilegio di giocare con Totti, Ronaldo e Messi. Leo mi stupì a Barcellona: noi ci esercitavamo sulle punizioni, lui mai. Calciava solo in partita. E faceva gol. Cristiano era una macchina in tutto. Una volta Allegri ci tenne in panchina per farci rifiatare, rientrammo alle 2 di notte dalla trasferta e lui si fermò comunque alla Continassa ad allenarsi».
Infine, un siparietto sugli scherzi di Totti a Roma:
«Benatia si scaldava facilmente e Checco lo accoglieva nello spogliatoio dicendogli: “Ma hai visto cosa hanno scritto i giornali di te?”».
