Roma 3-3 Juve: le pagelle di Stefano Petrucci

Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   1 Marzo 2026

La Roma pareggia con il risultato di 3-3 con la Juve. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci:

SVILAR 5,5

Suda freddo su una deviazione aerea di McKennie fuori due dita, forse meno, al 33’, ma nella ripresa – tradito dai compagni di reparto e meno esplosivo del solito, specie sul 3-3 – non sa opporsi ai tre colpi micidiali con i quali la Juve riacciuffa un match che pareva chiuso: prima con Conceicao, che segna solo alla Roma o giù di lì, poi con Boga, infine con l’ultimo entrato Gatti.

MANCINI 5,5

Va molto meglio nelle proiezioni che in fase difensiva. Suo un assist aereo per Malen e qualche cross migliore di quelli prodotti dagli esterni di ruolo. Perde però lucidità nel finale, come tutta la difesa nella sua totalità. Poco reattivo in occasione dell’azione che porta Boga a riaprire il match: se la prende con Celik, ma ha maggiori responsabilità lui, che perde il controllo del franco-ivoriano. Esce mandando tutti al diavolo. Comprensibile, visto il risultato, ma ogni tanto fa bene guardarsi allo specchio.

NDICKA 6,5

Litiga con Spalletti, che nella sua proverbiale simpatia non ne gradisce l’esultanza sull’1-0 e poi gli rifiuta la stretta di mano. L’ivoriano, cancellato facilmente David dal campo, si vendica col gol che sembrerebbe indirizzare la Roma al trionfo, impattando da bomber col mancino il bel traversone di Pellegrini, dopo scambio con Pisilli su calcio d’angolo. È il 2-1 che dovrebbe ribaltare le sorti del match, al 54’, specie dopo il tris firmato da Malen. Ma nei minuti finali cede anche lui, beffato da Gatti all’ultimo secondo. Per il sorriso ritrovato di Spalletti, che di certo non ci divertiamo a vedere.

CELIK 5,5

Forse tra un anno vestirà la maglia bianconera (tanti auguri), ma intanto il turco multitasking si esibisce onestamente da professionista doc. Stavolta fa il centrale mancino, per controllare lo sprint di Conceicao, che all’andata fu un fulmine. Bello il muro sul portoghese, in tandem con Cristante, a sventare un pericolo serio, al 31’. Poi, visto Conceicao schiantare Svilar con l’1-1, ma spostato sulla banda opposta alla sua, non riesce a rinviare su Yildiz nell’azione che libera Boga per il 3-2 che – ahinoi – segna la svolta del match.

RENSCH 6,5

Non giocava da un mese e mezzo, dal finale della trasferta a Torino, sponda granata. Impressiona il odo in cui si fa trovare pronto. Quando transita dalle sue parti (Spalletti ruota gli attaccanti di continuo) controlla Yildiz, e non è  mai una passeggiata, ma l’olandese è sempre deciso e rapido nelle chiusure. E se la cava con ordine e puntualità anche negli inserimenti. Esce a un quarto d’ora dalla fine, acclamato dall’Olimpico entusiasta del suo impegno.

GHILARDI 5,5 (per Rensch dal 74’)

Gasp butta dentro la sua stazza per alzare la barriera difensiva. Paradossalmente, con lui in campo, anche senza colpe specifiche, arrivano le due mazzate che soffocano l’urlo dell’Olimpico trascinandolo nell’amarezza.

CRISTANTE 5

Due errori sanguinosi e troppe giocate al rallenty ci fanno presto maledire i complimenti espressi una settimana fa. Lento e ingolfato nel controllo quanto nelle aperture, perde palloni, a cavallo tra 12’ e 23’, che per fortuna non portano Yildiz a trovare la conclusione vincente. Dopo una deviazione di testa alta (36’), gestisce con lentezza il contropiede dopo il vantaggio di Wesley: l’Olimpico intero gli urla (invano) di servire Malen, come sempre bravissimo a smarcarsi. Vista la sbiadita versione di sé proposta ieri, ecco l’ennesimo paradosso di questa serata amarissima, sarebbe stato probabilmente utile nel finale con la sua fisicità, specie sui palloni alti.

EL AYNAOUI 5,5 (dal 74’ per Cristante)

Entra nel momento peggiore, quello dell’illusione del trionfo a un passo e del brusco, terribile risveglio. È sfortunato e poco lucido nella chiusura che consegna alla Juve la punizione che porterà Gatti ad agguantare il 3-3.

KONé 6,5

Come un diesel si scalda lentamente e con uno strano andamento: prima soffre, poi domina, nel finale s’affloscia, come quasi tutti i suoi compagni. Tremiamo quando Thuram se lo beve nello scatto (10’), ma poi lo vediamo rifarsi mangiando Koopmainers (20’), cui si dedica in prevalenza, uscire vincitore affermando la sua potenza da altri duelli nello stretto. Con un destro tracciante innesca il contropiede perfetto di Malen, imprendibile per chiunque nello scatto verso il 3-1 che ci fa sognare una vittoria che invece non arriverà.

WESLEY 6,5

Siccome è un ragazzo rispettoso, riserva alla Juve il gol in perfetto stile Del Piero che spezza l’equilibrio del match al minuto 39’. È un fantastico arcobaleno l’interno destro che, controllato l’allungo di Pisilli, il brasiliano traccia verso il sette alla sinistra di Perin: quarta rete in campionato per il pupillo di Gasperini. Meno rispettoso con lui Sozza, che lo ammonisce fiscalmente per un intervento su McKennie a metà campo: a capo di una lunga diffida, scatterà la squalifica per Genoa-Roma. Anche lui, a capo di un match tambureggiante, diventa troppo passivo nella difesa del 3-1.

PELLEGRINI 6

È il più vicino a Malen, si fa per dire, nell’avvio di un match per mille ragioni complicatissimo. Da punta, gli capita subito il pallone con cui potrebbe scardinare la partita: ma da un metro non trova la porta, fallendo la ribattuta-gol sulla respinta di Perin dopo la grande percussione di Pisilli. Poi si batte con dedizione indiscutibile, confezionando l’assist per Ndicka per il 2-1. A parte questo episodio, latitano sempre conclusioni e giocate degne del suo talento, ma ormai Pellegrini sembra questo: un giocatore generoso, mai abbastanza brillante.

ZARAGOZA (per Pellegrini dall’89’)

Entra giusto per assistere alla beffa finale.

PISILLI 7

Subito un lampo a bruciare l’erba a sinistra e il destro velenoso che impegna Perin, al 3’, a presentare il copione che svolgerà per l’intero match, sgobbando a centrocampo e ripartendo appena possibile con un passo che sembra negato agli altri. Spalletti lo fa inseguire da Kalulu, ma tenere dietro a Niccolò è dura per chiunque. E il primo ad accorgersene è proprio Kalulu, cui Pisilli strappa con rabbia il pallone che al 39’ consegna a Wesley per l’1-0. Corre per sé, per Cristante, per tutti. Ed è l’ultimo ad arrendersi, assieme a Malen.

MALEN 7,5

Solitudine e marcatura di Bremer: situazione scomodissima, ma non per il marziano-a-Roma Donyell. Sbaglia il controllo al 21’, dopo un bello scambio con Wesley, ma si libera a impegnare duramente Perin, tre minuti dopo, reggendo anche alla spinta di Bremer. Cerca giocate spettacolari, coprendo tutto l’arco dell’attacco e offre dosi di continuo all’appoggio dei compagni, approdando a quello che sarebbe il capolavoro della notte giallorossa, senza quel finale tragicomico. Impressionante per forza fisica e tecnica il gol del 3-1, su imbucata lunga di Koné: una prodezza, la sesta nel mese e mezzo col quale ha cambiato faccia alla Roma, che avrebbe meritato fosse determinante per l’esito della sfida.

GASPERINI 6

Come la sua (a tratti) splendida, incompleta creatura, dissipa nel finale – magari con minori responsabilità rispetto ai suoi uomini – la straordinaria partita costruita fino al 3-2 siglato da Boga. Geniale nell’impostazione di un match complicato dalle solite carenze in attacco, il sontuoso Malen a parte, pare meno fortunato nei cambi che contribuiscono involontariamente al crollo della miglior difesa del campionato, a capo della partita più importante degli ultimi mesi.

ARBITRO: SOZZA 5,5

È l’arbitro che dirige più spesso la Roma: quella di ieri sera la 17esima volta. Non sapendo se augurarci di rivederlo più o meno presto, perché pur senza fare clamorosi danni ci ha convinto poco, ne registriamo qualche cedevolezza di troppo al totem Juve. Vedi il cartellino sventolato fiscalmente per Wesley, e non per un paio di bianconeri, e più di un’interpretazione nei contrasti.

Categorie:   Pagelle

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