I Percassi stanno ancora contando. Cosa? I 539 milioni, dicasi 539 (fonte intelligenza artificiale, ormai funziona così), di plusvalenze che l’Atalanta ha sommato negli anni con Gasperini in panchina. Plusvalenze, chiariamo, regolari, nel senso che non sono state frutto di un sistema che da altre parti è stato messo sotto accusa con tanto di processo e conseguenti condanne. Plusvalenze, per intenderci meglio, che si chiamano Koopmeiners acquistato per 14 milioni e rivenduto alla Juventus per 58,4 (plusvalenza da 44,4); Hojlund arrivato a Bergamo per 21 e piazzato al Manchester United per 77,8 (plusvalenza da 56,8); Romero preso per 19,3 milioni e venduto al Tottenham per 52 (plusvalenza da 32,6).
Si potrebbe continuare a lungo, ma pensiamo che abbiamo reso il concetto. Ovvero Gasperini a Bergamo non è stato soltanto l’artefice della trasformazione di un club che si doveva salvare in uno capace di avere una presenza costante in Champions con tanto di Europa League in bacheca. E’ stato, insomma, una cassaforte che ha garantito all’Atalanta una costante crescita che ha poi permesso, grazie anche alla competenza dello staff tecnico a cominciare dai direttori sportivi, di alzare sempre l’asticella.
Tutto questo è un tesoro inestimabile ed è stato uno dei motivi principali per i quali Ranieri e la Roma hanno puntato sul Gasp come tecnico per tornare a vincere e ingrassare il fatturato, obiettivo dichiarato delle proprietà americane sin dal loro sbarco a Trigoria ma che fin qui è stato sempre relativo. Si può dire che la mission, in attesa dei risultati sul campo sui quali peraltro si può essere già ottimisti, non è stata tradita. Ci sembra, infatti, che la rosa attuale della Roma con cui il Gasp sta lavorando dall’inizio dell’anno, sia stata già valorizzata in maniera importante dal lavoro di un allenatore che nella sua carriera ha sempre dimostrato di saper migliorare i suoi giocatori, anche quelli con una certa età alle spalle (si pensi per esempio a Ilicic e Papu Gomez).
Proviamo a fare qualche esempio relativo agli attuali giocatori della Roma. Partendo dal brasiliano Wesley. E’ arrivato a Roma per una cifra base di venticinque milioni (più bonus) considerata all’epoca troppo alta da molti presunti addetti ai lavori che non hanno considerato l’età del ragazzo e il fatto che fosse già un titolare o quasi della nazionale brasiliana che non è certo l’ultima al mondo. Ora non è un mistero per nessuno che Wesley sia un giocatore che sul mercato inglese vale almeno il doppio di quello che è stato pagato e la tendenza è quella che nel prossimo futuro andrà a costare sempre di più.
Un altro esempio può essere quello di Pisilli. All’inizio della stagione poteva valere una quindicina di milioni, ora non crediamo di essere troppo ottimisti sostenendo che possa valere almeno il doppio con una tendenza, pure qui, sempre verso l’alto. Stesso discorso si può fare per Ghilardi, Ziolkowsky, Venturino, Ndicka, Hermoso, Konè, gli stessi Malen e Svilar. Si sta confermando, insomma, il marchio di fabbrica di un allenatore come Gasperini capace di trasformare in meglio i giocatori con cui lavora. Con grande gioia della famiglia Friedkin che lo ha preso per questo. E per vincere. Ma per questo c’è ancora bisogno di tempo. Magari neppure troppo.
