Gasperini: “Dybala e Soulé out. Totti è una grandissima risorsa e bell’opportunità”

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   21 Febbraio 2026

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di RomaCremonese, in programma alle 20.45 di domani. Ecco le risposte ai cronisti:

Zaragoza-Pellegrini a Napoli coppia che ha funzionato. Ci sono margini di miglioramento?
“Credo di sì. Pellegrini ha giocato con continuità, ci può stare un momento dove è meno brillante. Domani e le prossime gare darà il contributo alla sua squadra. A Zaragoza dobbiamo dargli un attimo di tempo, l’abbiamo buttato dentro subito. Ha caratteristiche valide, sull’inserimento con la squadra è necessaria qualche partita”.

Domani tre diffidati importanti: verranno fatte scelte in tal senso? Le condizioni di Dybala?
“Dobbiamo giocare al meglio e i tre punti valgono per tutte le partite. Non possiamo guardare più in là della partita di domani. Paulo domani non farà parte della partita. Sta continuando le cure. Sono dispiaciuto perché lui e come altri si sta applicando al massimo. E’ un fastidio che glielo impedisce ma lui è determinato per recuperare”.

Una riflessione sulla questione infortuni.
“Gli infortuni fanno parte del gioco del calcio, è sempre stato così. Oggi ancora di più, perché le partite sono davvero tante e la maggior parte degli infortuni avviene in gara. Si gioca a ritmi molto alti e non sempre si riesce a recuperare al meglio tra un impegno e l’altro. Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che praticamente non si sono quasi mai infortunati e qui tocco ferro, però ci sono stati alcuni casi che hanno inciso molto. Penso a Dovbyk, Ferguson, Bailey, lo stesso Dybala, El Shaarawy e altri: hanno avuto stop lunghi. Quando vai a conteggiare le giornate perse, cioè i mesi in cui alcuni giocatori sono stati fuori, è chiaro che il numero pesa. Poi nell’arco di 40, 50 o magari 60 partite può capitare che qualcuno, come Koné, salti una o due gare, e questo ormai rientra nella normalità. Il problema vero è quando gli infortuni durano tante settimane o addirittura mesi: in quel caso l’impatto sulla squadra è inevitabile”.

Soulé domani ci sarà? Un giudizio su Vaz e Venturino?
“Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi domani non sarà della partita. Speriamo possa rientrare nelle prossime. Venturino e Vaz sono due giocatori giovanissimi che, appena arrivati, sono stati subito buttati in campo, un po’ per necessità e un po’ anche per capire il loro livello di maturazione. Sono due ragazzi diversi. Venturino è in prestito, ha già fatto qualche partita a Genova e lo scorso anno ha segnato un paio di gol, mentre quest’anno ha giocato poco. È arrivato in un ruolo dove eravamo carenti anche numericamente e secondo me, con il tempo, potrà darci soddisfazioni. Vaz è stato un investimento molto importante da parte della società. È anche lui molto giovane, ha fatto solo spezzoni di partita ma ha già segnato qualche gol. Su di lui pesa un po’ l’investimento fatto, perché inevitabilmente cambia la percezione. Io sto cercando di capire in fretta quanto possa essere utile nell’immediato alla Roma, perché nel futuro lo sarà sicuramente. Tra spezzoni di gara e allenamenti dobbiamo valutare bene, considerando che non è semplice inserirsi subito in un campionato difficile come quello italiano a stagione in corso”.

 In queste ore si discute di una possibile riforma del sistema arbitrale: si è sentito ascoltato? Che idea si è fatto?
“Io ho toccato degli argomenti che non erano riferiti a singoli episodi e neanche alla Roma o a situazioni favorevoli o sfavorevoli. Mi riferivo alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che oggi creano più problemi. La discussione, per me, è solo quella. C’è un problema di interpretazione che mette in difficoltà gli arbitri, il pubblico, i giocatori e gli allenatori. Il regolamento, su questi punti, non è più condiviso da molti o comunque viene interpretato in modi troppo diversi, giustificando tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito esclusivamente a questo, non a episodi specifici o a vantaggi per una squadra rispetto a un’altra. Kalulu-Bastoni? Ci sono almeno altri due episodi altrettanto clamorosi”.

L’impatto di Malen? Cosa avete mangiato a cena con Totti?
“Io credo che la Serie A sia più difficile di altri campionati soprattutto per gli attaccanti. Sono convinto che lui in quel ruolo sia determinante. Ha giocato all’Aston Villa e nell’Olanda. Credo che io lo abbia convinto a venire qui dicendogli: ‘Per me giochi lì’. Spesso finiva sulla fascia, ma per me deve giocare da centravanti e lui voleva proprio questo. Questa è stata la motivazione più forte che l’ha convinto. I centravanti non devono essere alti 190 cm. L’attaccante esterno ha altre caratteristiche. Totti? Quanto casino per questa roba (ride, ndr). Se fossimo andati a cena non ci sarebbe niente di male, io sono andato a cena con tante persone. Io non ne ho mai parlato con la società, ma io vi dico che Totti è una grandissima risorsa. Io avrei anche delle idee, ma non ne ho mai parlato. Io lo vedo in questo senso e può essere una bella opportunità che vedo bene”.

Qualche giorno fa a Udine ha fatto una battuta sul fatto che, se non si arriva quarti, si manda via l’allenatore. Guardando in prospettiva, vivendo Roma da mesi, vede ancora le potenzialità per raggiungere un livello alto o ha mai pensato: “chi me l’ha fatto fare di venire qui”?
“Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri, fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. È chiaro però che, quando si parla di Champions, per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo “devi arrivare in Champions”, per me l’obiettivo è quello, ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. È un gruppo molto competitivo. Io non sono venuto qui per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. I due mercati, quello di agosto e quello di gennaio, sono stati fatti con questa idea. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno”.

A che punto è oggi la squadra, anche dopo il mercato di gennaio?
“Stiamo lavorando e continuiamo a lavorare. Io ho sempre grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari in tutto quello che fanno. Abbiamo passato e stiamo passando un periodo di grande emergenza, ma stiamo andando avanti senza cercare alibi. È chiaro che tutto è migliorabile, ma il percorso di crescita c’è stato. La squadra ha acquisito maggiore consapevolezza e presenza in campo. Poi il calcio è fatto di momenti e di difficoltà, però l’atteggiamento e l’impegno non sono mai mancati. E questo, per me, è la base su cui continuare a costruire”.

Considerando gli innesti del mercato di gennaio, cosa le sta piacendo di più nelle ultime partite della Roma e dove vede ancora ampi margini di miglioramento?
“Secondo me siamo già a un buon livello, ma chiaramente tutto è migliorabile. Il problema principale in questo momento è legato alle assenze: se perdi Dybala, Soulé, Ferguson ed El Shaarawy, cioè quattro attaccanti nello stesso reparto, diventa difficile per qualsiasi squadra. Se uno manca una settimana è un conto, ma quando le assenze diventano di un mese o addirittura di più, la situazione cambia. Ci sono esempi anche di altre squadre che hanno perso giocatori importanti, però avere quattro elementi fuori nello stesso ruolo pesa. E non sappiamo ancora quando e se riusciremo a recuperarli tutti. Questo è l’unico vero punto critico. Stiamo cercando di valorizzare al massimo Venturino e Vaz, che sono giovani, e Malen, che è appena arrivato, ci ha dato un apporto importante. Se non fosse arrivato lui a gennaio sarebbe stato ancora più complicato. Ora speriamo di non perdere altri giocatori e di riuscire a recuperare qualcuno il prima possibile. Tra quindici giorni rientreremo anche nelle coppe e torneremo a giocare tre partite a settimana. Questo significa che dobbiamo cercare di velocizzare il più possibile la maturazione e la crescita di Venturino e Vaz, perché in questo momento le alternative nel reparto offensivo sono soprattutto loro. È inevitabile che debbano crescere in fretta, anche attraverso le partite, ma allo stesso tempo dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da due ragazzi così giovani. Hanno qualità, ma serve equilibrio nelle valutazioni e nelle aspettative”.

In vista di domani le chiedo della coppia di centrocampo: Manu Koné può giocare insieme a Pisilli? È una soluzione alternativa rispetto a Cristante o El Aynaoui, magari più abili nel palleggio?
“Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene. In quel reparto abbiamo abbondanza e qualità. Dobbiamo anche capire, vista l’emergenza che abbiamo davanti, se qualcuno di loro possa essere impiegato in una posizione un po’ più offensiva. È un po’ come per Pellegrini: si possono adattare, ma le caratteristiche vere degli attaccanti sono diverse. A centrocampo però siamo coperti e forti, con tutti che stanno rendendo bene. Quando torneremo a giocare anche le coppe, avere questo tipo di soluzioni sarà un grande vantaggio. Le squadre che affrontano più competizioni hanno bisogno di una rosa ampia e in quel reparto siamo sicuramente ben attrezzato”.

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