Napoli-Roma 2-2: le pagelle di Stefano Petrucci

Photo Credit: Gino Mancini

Pubblicato il:   15 Febbraio 2026

La Roma viene recuperata due volte dal Napoli ed esce dal Maradona con un solo punto. Di seguito le pagelle.

Svilar 6

Beffato dalla deviazione di Pisilli, e forse non piazzato benissimo, sull’immancabile conclusione di Spinazzola (già in gol contro la Roma all’Olimpico, un anno fa) che riporta il match in parità al 40’. Brutta botta, quasi in cima a un primo tempo dominato dagli uomini di Gasperini. Nella ripresa, sbarra la porta aun diagonale mancino dello stesso Spinazzola nell’avvio arrembante prodotto dal Napoli e più tardi all’indemoniato Alisson Santos, che purtroppo riuscirà a bruciarlo all’82’ con la mazzata del 2 a 2. Quasi all’ultimo giro del cronometro si stende a sventare un tentativo velenoso di Gutierrez.

MANCINI 6

Controlla e disinnesca il folletto Vergara (un corpo a corpo col ragazzo di Frattaminore gli costa il giallo al 25’) o in alternativa Politano, che Conte alterna di continuo sulle fasce, e slitta appena serve – purtroppo spesso – ad aiutare Ndicka nel complesso controllo di Hojlund. Paga probabilmente l’ammonizione nei minuti finali, quando non può rischiare troppo nel contrasto su Alisson Santos che trova il varco buono per il pari.

NDICKA 5,5

Prova a far sentire i muscoli a Hojlund, e anticiparlo, sin dal primo contatto. Ma è impresa ardua, perché il danese è un toro sul quale il Napoli appoggia tutto il gioco d’attacco. E fa bene, vista la quantità di palloni che il centravanti lavora per i compagni: anche per Santos, con l’ivoriano bruciato sul tempo, nell’azione che fissa il risultato sul pareggio quando già ci vedevamo incollati al Napoli al terzo posto. 

GHILARDI 7

Ormai è un titolare, e che titolare. Il migliore, in una difesa di ferro ieri bucata ahinoi due volte. Perentorio nelle chiusure (non lascia una sola occasione a Politano e poi a Giovane) quanto coraggioso nel proiettarsi in avanti quando se ne presenta l’opportunità.

CELIK 5,5

Sfida Spinazzola con esiti certo non feliciissimi, cercando di imporgli fisicità e dinamismo, visto che sul piano tecnico la differenza è vistosa. L’ex romanista si vendica ancora una volta col gollonzo confezionato da un suo tentativo quasi banale, non ci fosse di mezzo la sfortunata deviazione di Pisilli. Se l’inedita catena destra con Zaragoza funziona a strappi, non è che con l’acciaccato Soulé la situazione migliori granché. Anche perché Alisson Santos, subentrato con determinazione feroce, si iscrive al lungo elenco dei semisconosciuti capaci di colpire la Roma.

PISILLI 6

Macina chilometri, come gli ultrà, con discreta qualità, almeno fino a quando i polmoni reggono. È romanista fino al midollo: anche nella sfiga che lo vede sporcare la traiettoria di Spinazzola, probabilmente innocua, trasformandola nella carambola che si insacca alle spalle di Svilar per l’1 a 1. Prima e dopo insegue Lobotka limitandone il raggio d’azione, ma anche stancandosi troppo.

EL Aynaoui 6 (per Pisilli dal 64’)

Cerca di farsi vedere subito, allungando le leve come un polpo a interrompere traiettorie e scatti avversari. Purtroppo attorno trova il caos di una squadra ormai scombiccherata.

CRISTANTE 6

Solido nei contrasti e nelle chiusure, fronteggia il multitasking Elmas, ieri mezzala, cucendo il gioco con lucidità sincopate ma costante. Nel finale soffre anche lui, provato dalla fatica e in mezzo a una formazione mai vista e orfana di troppi punti di riferimento.

WESLEY 7

Cerca l’uno-contro-uno dal primo minuto, puntando alto Gutierrez. Da la sensazione che potrebbe replicare gli sprint con più frequenza, fosse supportato da un movimento meno compassato di quello di Pellegrini. È solo un caso, per carità, ma subentrato sulla sua banda Venturino, inventa subito la volata irresistibile nel cuore della difesa napoletana al 68’, innescato da Malen e abbattuto da Rhamani (intervento solo da giallo?). Toccato duro, cade peggio. Ed è costretto a uscire, azzoppato. Tocchiamo ferro.

TSIMIKAS s.v. (per Wesley dal 72’)

Fa quello che può, poco o niente, subentrando nel finale alla freccia brasiliana.

ZARAGOZA 6

Vola subito sulla corsia meno amata, la destra, a confezionare il cross perfetto per l’inserimento e il gol di Malen. Brillante nella corsa e nelle giocate singole, pare tutto da costruire tatticamente. Nei ripiegamenti che Gasp pretende, dove non può basarsi su tecnica e velocità, paga pegno alla stazza non proprio da corazziere e alla scarsa propensione alla difesa.

SOULE’ 5,5 (per Zaragoza dal 46’)

Gasperini gli chiede di stringere i denti dopo l’intervallo. Si batte con più generosità che brillantezza, viste le condizioni attuali, chiudendo bene su Giovane nell’area romanista.

PELLEGRINI 5

Pare aver ormai scambiato la classe che ha spesso messo al servizio della Roma con l’esecuzione di compitini né carne né pesce. Flebile e mai illuminato nelle giocate, non sembra trovare la connessione giusta, e forse nemmeno la posizione, in appoggio a Wesley. Si accende per un attimo con una buona traccia per Malen, chiuso da Buongiorno al 60’. Di lì a poco esce.

VENTURINO 6 (per Pellegrini dal 64’)

Attaccante da casino organizzato, veloce e imprevedibile, cerca puntate non agevoli tra i giganti di Conte. Gasperini, che continua a buttarlo dentro nei finali, pare considerarlo un’alternativa quanto meno futuribile.

MALEN 8

Cinque partite cinque gol. Mai visto. Scardina il match trasformando in oro l’assist di Zaragoza e continua a muoversi come un cobra, smarcandosi di continuo e cercando senza tregua lo spiraglio per piazzare il suo destro (nessun attaccante in Europa tira a rete quanto lui nella Roma). Quando si mette in proprio, si libera di Rhamani con un altro scatto esplosivo (18’) e cerca il raddoppio con un diagonale destro a lato. Poi, a capo di un’altra prova sontuosa, che lo vede spaccare costantemente la difesa del Napoli, non si fa ipnotizzare dal pararigori Milinkovic-Savic, ma quasi senza rincorsa apre il destro perfetto a sfondare la rete per l’1-2 che purtroppo non basterà a vincere la sfida. Poi esce e, non a caso, per la Roma si spegne la luce.

VAZ 5,5 (per Malen dal 72’)

Talento vero, malizia tutta da trovare. Nell’impietoso compito di sostituire un fenomeno, si batte con vivacità naif. In pieno recupero prova il sinistro, murato, che varrebbe un quasi miracolo.

GASPERINI 6,5

Parte con assenze non meno pesanti (Koné, Dybala, Soulé, volendo anche Hermoso, El Shaarawy e Ferguson) di quelle sofferte da Conte, ma pochi gliene hanno dato atto nelle ottimistiche previsioni per una sfida storicamente complicatissima. Non vince ma nemmeno perde un confronto diretto, schierando in campo una squadra a lungo in grado di mettere alle corde un’avversaria partita – e costruita – per vincere lo scudetto: il primo tempo è una chiccheria, come quello col Milan, il secondo figlio di una qualità che scade appena ai titolari si sovrappongono le seconde linee. Una sola critica: era davvero indispensabile privarsi nel finale di Malen, la cui sola presenza bastava a tenere in apprensione la difesa del Napoli?

ARBITRO: COLOMBO 6,5

Alla vigilia era sgradito al Napoli (specie per il ricordo della doppia espulsione di Politano e Osimhen nel match vinto 2-0 dai giallorossi all’Olimpico a dicembre 2023) e meno alla Roma (4 vittorie e 4 pareggi nelle otto partite da lui dirette sino a ieri). Arbitra all’inglese – si dice così quando magari si chiude troppo spesso un occhio su certe entrate di gioco – ma stavolta senza errori gravi. Visto quello che c’è in giro, e visto il suo curriculum con i giallorossi, teniamocelo stretto.

Categorie:   Pagelle

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