A cura di Andrea Leopardi
C’è un’immagine, nel mezzo della serata di lunedì, che è passata quasi inosservata. Forse anche più giù. Quella con protagonista Soulé che, poco prima di uscire dal campo, fa stretching nell’attesa che Caprile rinvii la palla dal fondo. Un gesto volontario e dovuto da parte dell’argentino. Le reti di Malen, l’esordio di Zaragoza e la presenza di Totti hanno catalizzato l’attenzione generale. Così Mati è rientrato in panchina non al meglio e con alle spalle un’altra prestazione opaca, in linea con un periodo che richiede un’inversione di tendenza.
La condizione fisica
A spiegare la condizione di Matias è stato Gasperini alla vigilia di Roma-Cagliari: “Soulé da settimane soffre di pubalgia, ma con grande spirito riesce sempre a recuperare per giocare. È chiaro che non è al meglio, sta vivendo una fase nuova perché sta giocando tantissimo, cosa che prima non gli era mai successa. Capita spesso ai giocatori giovani quando aumentano così tanto il minutaggio. Non è una forma grave, ci convive: a volte sta meglio, a volte peggio, la supererà”.
La scena dell’Olimpico è quindi spiegata anche, e forse soprattutto, da questo dolore che lo limita. E che comunque non lo costringe a restare in panchina. Anzi. In un attacco falcidiato dagli infortuni e dai trasferimenti del mercato invernale, lui è stata l’unica certezza fino a questo momento. La prima maglia dalla trequarti in poi. Gasperini, nonostante tutto, non ha mai voluto – e forse non ha mai potuto per mancanza di alternative – rinunciare al suo talento cristallino. Il giocatore ha quindi risposto sempre presente, al netto anche di un mancato riposo che gli sta facendo perdere un po’ di smalto, nonostante sia al primo posto per partecipazione ai gol tra i romanisti. Riposo che, in accezione al termine, l’allenatore ha commentato così: “Cosa vuol dire riposare? Stanotte riposiamo, se uno sta bene, gioca”.
I numeri
In tutte le competizioni, Soulé ha preso parte a tutte le partite in questa stagione, da titolare o a gara in corso. In campionato ha realizzato sei gol e quattro assist; una rete e tre assist nelle otto gare della League Phase di Europa League. A secco infine nell’unica partita di Coppa Italia. Le partecipazioni ai gol, però, sono quasi tutte racchiuse nel 2025. Non solo: nel suo caso, lo stop estivo non ha condizionato l’inizio dell’attuale stagione. In crescita con Ranieri, è migliorato ancora sotto la guida di Gasperini. Nel nuovo anno, però, l’ex Frosinone ha realizzato solo un gol – contro il Sassuolo – e due assist – contro Sassuolo e Stoccarda. Per il resto, praticamente il nulla. Troppo poco per uno chiamato a fare la differenza soprattutto nei big match.
Il futuro
In rosa, pochi hanno la qualità dell’argentino. Punizioni, calci d’angolo ma anche spunti personali capaci di trasformare l’azione in offensiva: Soulé aggiunge imprevedibilità alla manovra. E la sua attuale condizione incide sull’intero reparto. Le reti di Malen mascherano quello che è un piccolo problema all’interno del reparto offensivo. Che va però risolto, soprattutto ora che il mercato sembra aver regalato l’attaccante tanto richiesto. Questo, inoltre, è l’anno del Mondiale e per andare in nazionale, considerando l’ampia scelta di Scaloni in attacco, serve necessariamente ritornare sui propri standard. L’arrivo di Zaragoza, le prestazioni dell’olandese stesso e il rientro imminente di Dybala ma anche di Vaz, potrebbero dare a Gasperini modo di far rifiatare Soulé. Nel suo caso, proprio perché non al 100%, sarà più utile del classico riposo notturno.
