Roma-Cagliari 2-0: le pagelle di Stefano Petrucci

Photocredit: Gino Mancini

Pubblicato il:   9 Febbraio 2026

La Roma batte per 2-0 il Cagliari grazie alle reti di Malen. Di seguito le pagelle di Stefano Petrucci:

SVILAR 6

Serata quasi da spettatore, alle spalle di una difesa di ferro, fatta salva la traversa scheggiata da Sulemana al 78’, con un destro improvviso dal limite, e la scivolata di Dossena che sfiora la rete all’83’. Ma ormai il risultato è in ghiaccio.

MANCINI 6,5

L’uomo mascherato non molla un centimetro sul piano dell’impegno e stavolta anche su quello della qualità. Suo il taglio verticale che libera lo scatto di Malen verso l’1-0, sue le continue indicazioni ai compagni, da vero portavoce di Gasperini in campo. Rimedia un cartellino giallo evitabile ma troppo severo al 58’, senza macchiare un match che lo vede disinnescare Esposito e chiunque provi a stuzzicarlo sul fianco destro della retroguardia romanista.

NDICKA 6,5

Incorna alta la prima conclusione verso Caprile (6’), inventa un altro assist aereo per Malen, proiettandosi in attacco con buona continuità, come Gasp comanda. Dietro, ridicolizza persino con cinismo il gioiello Kiliçsoy, descritto un filo frettolosamente come una sorta di Montella in salsa turca, cui non lascia lo straccio di una conclusione. Sperando che l’Aeroplanino non quereli tutti, salutiamo con soddisfazione il ritorno dell’ivoriano ai suoi livelli.

GHILARDI 6,5

Promosso dai costanti progressi e dagli acciacchi di Hermoso, presidia il fianco sinistro della difesa romanista con autorevolezza ormai comprovata. Sfiora anche il gol al 41’, staccando di testa a fil di palo su un bel traversone di Pellegrini. Prepotente nei contrasti e negli stacchi, cancella i 20 minuti di sofferenza pura vissuti a Cagliari a inizio dicembre.

CELIK 6,5

Fronteggia l’esterno slovacco Obert, non precisamente un fenomeno, senza trovare a lungo gli sbocchi che servirebbero, sull’out destro, a sostenere il movimento di Soulé almeno sul piano della spinta. Dopo tanti tentativi a vuoto, riesce per fortuna a sfondare in modo vincente al 56’ (“Finalmente un cross giusto” urla Gasperini in panchina), volando sulla destra e centrando in mezzo per l’inserimento rapinoso di Malen che vale il raddoppio e la vittoria certa.

PISILLI 6,5

Gasp lo preferisce inizialmente a El Aynaoui, e non è poco, davvero. Cerca tracce mai banali, verticalizzando ogni lancio con precisione euclidea. Bello lo slalom e il destro scaricato al 21’ per la presa di Caprile, ancora più bella la corsa e la brillantezza che mette lucidamente al servizio della manovra dal primo all’ultimo minuto.

CRISTANTE 6

Battaglia contro la mediana cagliaritana, solida in Adopo e nell’ex Mazzitelli e creativa in Gaetano, il trequartista che Pisacane ha reinventato regista. Non risulta magari troppo preciso nella costruzione, ma è solido come sempre negli uno contro uno e nei raddoppi che soffocano in pressing le timide iniziative dei sardi.

EL AYNAOUI s.v. (per Cristante dall’84’)

Entra nel finale sotto gli occhi del padre Yunes, il più grande tennista africano di sempre. E al primo pallone toccato (86’) va quasi in gol con una bella girata bloccata a terra da Caprile.

WESLEY 6,5

Sfida sulla corsia più bollente il temuto Palestra, sbarrando all’ex allievo di Gasperini le traiettorie che potrebbero portarlo a puntare Ghilardi nello spazio, come nella gara d’andata. Missione compiuta alla grande, sempre a tutta velocità e con dedizione totale, senza trascurare per questo le incursioni in attacco, nelle quali da sempre la sensazione di poter inventare qualcosa di importante.

SOULé 6

Sotto gli occhi di Totti, di nuovo presente in tribuna (certo non per caso), seduto tra Vito Scala e Candela, stringe i denti, provando a dimenticare la pubalgia e a mettere il suo sinistro al servizio di Malen, sempre orfano dell’inventiva di Dybala, ma stavolta vivo più che mai. Parte con un guizzo e un cross mancino che non trova deviazioni amiche, perde qualche pallone di troppo, prova a riaccendersi con una conclusione che sfiora il palo (15’) alla destra di Caprile, che aveva appena sfiorato un tragicomico autogol. Abbattuto da Palestra, ammonito da Marcenaro, nella ripresa ricomincia a martellare la fascia destra con cocciutaggine ma non sempre con esiti felici. Avvia comunque l’azione del 2-0 e ne produce una praticamente identica al 67’. Esce stremato negli ultimi minuti.

VENTURINO s.v. (Per Soulé dall’84’)

Slitta a sinistra, lasciando per il finale l’altra banda a Zaragoza.

PELLEGRINI 6

Viene preferito abbastanza a sorpresa al neo acquisto Zaragoza, l’esterno di ruolo a lungo invocato dal Gasp, almeno per caratteristiche. Si muove molto, senza però trovare giocate che ne esaltino il talento che nei momenti di grazia sa esprimere in termini di assist e di conclusioni. Toccato duro da Esposito  al 51’, esce di lì a poco.

ZARAGOZA 6 (per Pellegrini dal 57’)

Esordio promettente, per la qualità tecnica e la sfacciataggine subito messe in mostra. Un paio di guizzi da folletto, una conclusione a rete, un errore in ripiegamento, qualche cross cercato con l’esterno in modalità troppo carioca, almeno fino a quando non viene spostato sulla destra, all’uscita di Solué. Spende un buon giallo sgambettando Palestra, per la prima volta capace di saltare Wesley, a 9’ dal termine. Sarà utile, specie se Gasp riuscirà a dargli concretezza.

MALEN 8

Uno spettacolo di agilità e potenza. Mobile ed esplosivo nella progressione sin dall’avvio, si propone stabilmente terminale della manovra della Roma. Dossena lo picchia al primo contrasto ed è ammonito al secondo (come capiterà per la stessa ragione a Gaetano nella ripresa). Abilissimo nell’attaccare gli spazi, si smarca alla grande al 4’, fallendo però la giocata finale, poi cerca il diagonale-gol, liberato dal tocco aereo di Ndicka: strepitoso l’intervento di Rodriguez a murare il suo destro. Ma ancora più strepitoso è lo scatto che cava dai muscoli sul lancio perfetto di Mancini e il tocco morbido con cui scavalca l’uscita di Caprile per l’1 a 0 al minuto 25. Quaranta minuti dopo, brucia da cecchino spietato i centrali di Pisacane sbattendo in rete il bel cross di Celik da destra. Prima doppietta in A, tre gol in quattro partite, stesso bottino di Dovbyk in stagione. È un centravanti vero, fortissimo, come Gasperini lo aveva presentato: lo avranno capito tutti?

ARENA s.v. (per Malen dall’84’)

Gasperini, con Dovbyk infortunato e Ferguson ormai desaparecido, gli regala l’esordio in A a ventiquattr’ore dal 17esimo compleanno: auguri di cuore.

GASPERINI 7

Avvia con un paio di scelte inattese, Pisilli e Pellegrini, la sfida al Cagliari pieno di vecchi scolari della sua accademia Atalanta (Palestra, Adopo, più tardi Sulemana). Scaccia le amarezze di Udine, alla faccia delle molte assenze, guidando una squadra super aggressiva all’assalto dell’undici di Pisacane, che veniva da tre vittorie di fila, e riportandola meritatamente in quota Champions League.

ARBITRO: MARCENARO 6,5

Cinque precedenti con la Roma, fino a ieri: tre vittorie, un pari e una sconfitta (2-3 a Verona, a novembre del 2024), maturata con un gol di Magnani, che si era liberato abbattendo Ndicka con una gomitata. Il trentaquattrenne arbitro genovese, internazionale dall’anno scorso, dirige stavolta senza sbavature un match corretto ma intenso, che prolunga felicemente – evviva – la sua tradizione positiva con i giallorossi.

Categorie:   Pagelle

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