“C’è un filo rosso che ci unisce, che non si vede si capisce”.
Recita così Alfa in uno dei brani più riconoscibili della sua discografia recente. Prendiamo in prestito quel ritornello, senza chiedere permesso, perché difficilmente si potrebbe trovare immagine più calzante per raccontare ciò che sta accadendo tra Roma e Genoa in queste settimane di mercato. Un filo invisibile, ma sempre più teso. Un asse che non nasce oggi, ma che in questi tempi si sta rafforzando. Due piazze calde, popolari, viscerali. Due tifoserie che vivono la squadra come un’estensione dell’identità cittadina. E soprattutto un uomo che quel filo lo ha annodato con decisione: Daniele De Rossi.
DDR è Roma. Lo è stato da calciatore, lo è oggi nel modo in cui interpreta il ruolo di allenatore. E ora lo è anche come riferimento per una piazza come Genova, che in lui rivede valori semplici ma non scontati: appartenenza, coraggio, identità. Non è un caso che il Genoa stia guardando proprio a Trigoria per costruire una parte del suo futuro immediato. Perché quel filo rosso, adesso, vuole appesantirsi. Vuole diventare corda. Il primo nome finito sul tavolo, già dai primi giorni di dicembre, è stato quello di Niccolò Pisilli. Una richiesta precisa, voluta, arrivata direttamente su indicazione di De Rossi. Un’idea chiara: portare a Genova un centrocampista giovane, ma già formato mentalmente, capace di reggere una piazza esigente e un calcio fisico. Ma qui il filo si tende, senza spezzarsi. Perché Pisilli, oggi più che mai, ha una sola direzione in testa: la Roma. E non per una questione romantica, ma per una ragione pratica. Sta trovando spazio. Sta trovando continuità. E soprattutto sta trovando fiducia. Quella che Gian Piero Gasperini, con pragmatismo e metodo, gli sta concedendo. In questo momento, lasciare Trigoria significherebbe interrompere un processo. E la Roma, su questo, non ha alcuna intenzione di forzare la mano.

Fumata nera per pisilli: ci siamo per baldanzi
Così, quasi sfumata la pista Pisilli, il Genoa ha cambiato bersaglio. E lo ha fatto con decisione. Tommaso Baldanzi. Qui lo scenario cambia radicalmente. Perché la situazione del talento toscano è l’esatto opposto. Baldanzi è in lista trasferimenti. Non per bocciatura tecnica, ma per un contesto che non è mai davvero decollato. La Fiorentina si era mossa con anticipo, avviando i primi contatti già a inizio gennaio. Un’operazione che sembrava avviata, quasi naturale.
Poi, però, è entrato in scena il Genoa. E quando i rossoblù si muovono con convinzione, difficilmente lo fanno per perdere tempo. La volontà di De Rossi ha fatto il resto. Baldanzi è un profilo che il tecnico romano stima, conosce, e ritiene funzionale a un’idea di calcio precisa. Dinamico, tecnico, capace di giocare tra le linee e di accendersi negli spazi stretti. Uno che può ritrovare centralità.
L’operazione è stata impostata su basi chiare: prestito con diritto di riscatto, fissato intorno ai 10 milioni di euro. Le parti sono vicine. Molto vicine. Restano dettagli da limare, formule da definire, ma la sensazione è che la strada sia tracciata. Oggi o domani possono essere giorni decisivi. E così, quel filo rosso tra Roma e Genoa continua a scorrere. Non è un’alleanza formale, né un gemellaggio di mercato. È qualcosa di più sottile. È una comunanza di visione. Di uomini. Di idee. E forse, in un calcio sempre più rumoroso, è proprio questo che conta di più: ciò che non si vede, ma si capisce.
